Caponata siciliana, la versione catanese

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La caponata alla siciliana è uno dei contorni classici della cucina nazionale. È uno dei piatti tipici della cucina siciliana per eccellenza, ma innumerevoli sono le sue varianti servite sulle tavole di tutta l’isola.

Esistono ben 36 diverse varietà di caponata nella sola area del Mediterraneo, tutte accomunate da una cosa: gli ingredienti principali sono verdure di diverso tipo, tutte tagliate più o meno della stessa misura.

Sulle origini del nome di questo piatto, diverse sono le ipotesi, in primis che derivi dal greco “Capto”, dal verbo tagliare, in quanto tutti gli ingredienti utilizzati per preparare la caponata sono tagliati a pezzi.

La seconda ipotesi è che Il nome derivi dal latino “Caupona”, ossia osteria: i marinai, infatti, erano soliti fermarsi a mangiare un pezzo di pane condito con capperi, alici e olio proprio nelle osterie, quindi questo nome fa riferimento alle origini di questo cibo, povero ma molto soddisfacente.

L’ipotesi che oggi tutti accettano come la più plausibile, però, è che il nome derivi dal termine “Capone” (Lampuga in italiano) ovvero un pesce bianco che veniva in passato consumato solo da chi aveva soldi o possedimenti ed era spesso servito in agrodolce; il popolo, invece, sostituiva il pesce con le melanzane e nel tempo l’utilizzo del pesce andò completamente scomparendo lasciando il posto alla versione con sole verdure.

Oggi in Sicilia si preparano diverse varianti della caponata con l’aggiunta di altri ingredienti in base alla regione: per esempio a Catania si utilizzano anche i peperoni rossi e gialli, a Palermo si prepara con melanzane, olive verdi, sedano e pomodoro, e ad Agrigento con l’aggiunta di peperoni ed olive nere invece che verdi.

La versione che vi proponiamo è quella catanese che si distingue dalle altre caponate per la presenza di questi ingredienti: melanzane, peperoni gialli, peperoni rossi, pomodori, cipolle, sedano, olive bianche, capperi, aceto, olio, sale, zucchero; le olive bianche possono essere sostituite da olive verdi. In alcune varianti locali si possono trovare basilico, aglio e patate.

Ingredienti

  • 2 grosse melanzane
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 500 g pomodori pelati
  • 1/2 cipolla
  • 3 coste di sedano
  • 1/2 tazzina d’aceto bianco
  • 3 cucchiaini di zucchero
  • olive nere e olive verdi, basilico, capperi, pinoli, olio extravergine, sale e pepe q.b.

Preparazione
Togliete il picciolo alle melanzane e tagliatele a tocchetti; cospargetele di sale e mettetele a colare in un colapasta per eliminare l’acqua di vegetazione. Dopo circa 1 ora, lavatele e mettetele a friggere in olio abbondante scolandole su carta assorbente.

Lavate e tagliate i peperoni a tocchetti friggeteli e disponeteli su carta assorbente.

Proseguite nella preparazione tritando il sedano e rosolandolo in padella con un filo d’olio e la cipolla affettata. Aggiungete olive, capperi e pinoli al trito di sedano e cipolla e fate cuocere per 5 minuti, poi unite anche i pelati e cuocere a fuoco moderato per 20 minuti.

Aggiungete i dadini di melanzane e peperoni e lasciate andare a fuoco vivace per un paio di minuti. Mescolate aceto e zucchero in una ciotolina, versatelo sulle verdure in padella e lasciate sfumare.

Mescolate e fate cuocere ancora per un paio di minuti. Non vi resta che aggiustare di sale e di pepe e guarnire con del basilico profumato.

Daniela Musarra

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