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La notte più lunga dell’anno, a cavallo fra ciò che era e ciò che sarà, viene scandita e accompagnata da cibi e ricette immancabili. E voi? avete mangiato le lenticchie per accogliere il nuovo anno?

Il cenone del Capodanno non è tale senza la presenza di una pietanza che fa parte della nostra tradizione gastronomica capace di legarsi con una delle festività più sentite in Italia, le lenticchie con il cotechino o lo zampone.
Vi raccontiamo la storia di come sono nati questi alimenti e del perché sia considerata buona tradizione portarle a tavola in occasione del cenone di San Silvestro.

La lenticchia è il primo legume coltivato della storia (o almeno il primo di cui si abbia memoria scritta), di questo nutriente prodotto si parla nella Bibbia e ci sono riferimenti alla sua coltivazione persino nel 7000 a.C., a renderlo un piatto di Capodanno, però, sarebbero stati i Romani. Secondo gli abitanti dell’antica Roma, infatti, mangiare lenticchie era di buon auspicio per il futuro, tutti coloro che le avessero mangiate avrebbero avuto un anno di guadagni positivi.

I nostri avi consideravano infatti quel legume come un vero e proprio investimento per i mesi a venire, e oltre a cibarsene, si usava anche regalarne un sacchetto a parenti ed amici, con la speranza che il tutto si trasformasse in delle monete.
La sua storia dello zampone è particolare e nasce in epoca medievale dal genio di Pico della Mirandola (almeno così si narra), che ideò questa ricetta nel 1511. Pare che il filosofo consigliò ai Mirandolesi, assediati dalle truppe pontificie, di macellare i pochi maiali rimasti nelle stalle mettendo la carne dentro le zampe dei poveri suini, arricchendola con tante spezie. Il risultato fu sorprendentemente buono e anche fortunato.

Non c’è invece una data sui libri di storia in cui viene associata la lenticchia al cotechino o allo zampone, anche se leggendo le loro storie sembra chiaro il motivo di questo gustoso abbinamento, la lenticchia è tradizione, certezza, prosperità, il cotechino, o lo zampone, sono un’improvvisazione, una “scommessa” vinta, l’abbondanza.
La ricetta del cotechino con le lenticchie è facilissima, richiede solo un po’ di tempo per la cottura del cotechino, se si sceglie il cotechino fresco e non precotto. Abbinare il cotechino alle lenticchie per il cenone di Capodanno va da sé, sono legumi molto semplici da preparare e sono un irrinunciabile ‘portafortuna’ per il nuovo anno.

Ingredienti
1 cotechino da 500 gr
400 gr di lenticchie
1 carota
sedano
1/2 cipolla
sale e pepe
olio di oliva extravergine

Procedimento
Lasciare in ammollo le lenticchie nell’acqua almeno per quattro ore.
Punzecchiate il cotechino e poi avvolgetelo in carta d’alluminio. Immergetelo in acqua fredda, lasciatelo sobbollire piano circa due ore. Se invece usate un cotechino precotto dovete riempire per 3/4 una pentola d’acqua e fate cuocere il cotechino con la sua confezione per 20 minuti circa o seguendo i tempi riportati sulla vostra confezione.
Nello stesso tempo in un’altra pentola, in abbondante acqua fredda, mettete le lenticchie, mezza cipolla, una costa di sedano, un pizzico di sale. Portate a bollore poi fate sobbollire un’ora scarsa.
In un tegame scaldate olio e insaporitevi la cipolla, il sedano e le carote tritate, aggiungete le lenticchie sgocciolate e insaporite a fuoco basso. Regolate sale e pepe.
Sgocciolate il cotechino e spellatelo ancora caldo, tagliatelo a fette. Passate le lenticchie su un piatto da portata e sopra disponetevi le fettine di cotechino.

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