Il LunEdìtoriale: cosa vuol dire ricordare chi non c’è più

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Il 2 novembre, Commemorazione dei defunti, è un giorno un po’ particolare. Ogni perdita ha in sé diversi e intrinsechi significati. Non tutti viviamo il lutto e il dolore allo stesso modo, sono forse i sentimenti che ci diversificano più di altri.

E quasi per beffa, oggi, nel suo ottantesimo compleanno, è morto il grande Gigi Proietti. E d’improvviso mi accorgo che è solo una la cosa che conta davvero: il nostro impegno, quello che siamo e che facciamo può cambiare e migliorare la vita degli altri, questo è quello che rimane quando non ci saremo più.

La nostra vita non deve essere fatta d’inerzia: non dobbiamo arrenderci, non dobbiamo far passare il tempo attendendo passivamente che ci siano “giorni migliori”. E so che può sembrare semplice retorica, specialmente di fronte a chi in questo momento di forte crisi ha perso tutto.

Ma la vita è come uno spettacolo teatrale, Gigi ce lo ha insegnato. La nostra vita ha un senso per noi che la viviamo ma anche per chi ci sta accanto. E noi troviamo senso in chi ci sta accanto.

In un continuo meccanismo di donazione reciproca, doniamo del tempo prezioso agli altri e da essi lo riceviamo. VIVIAMO PIENAMENTE: questo è il più bel regalo che possiamo farci e fare agli altri.

E se abbiamo un’inclinazione seguiamola, impegniamoci per fare bene ciò che facciamo ogni giorno.

Non voglio pensare al 2 novembre come un giorno triste, cupo. Voglio pensare che sia un’occasione per ricordare chi non c’è più fisicamente e per onorarne la vita.

Celebriamo la vita e non la morte, oggi.

Antonella Trifirò

Giornalista pubblicista, appassionata di lettura e scrittura in tutte le forme. Scrivere per vivere e raccontare.

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