Decreto Milleproroghe: e l’Italia promette il green

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L’Italia sembra accogliere fattivamente la sfida contro il climate change e l’inquinamento atmosferico, programmando interventi e manovre che accompagnino il Bel Paese verso una conversione all’energia verde

Con la conversione in legge n. 8 del 28 febbraio 2020 del decreto-legge detto Milleproroghe n. 162 del 30 dicembre 2019, si è data attuazione a diverse misure a favore dell’ambiente.

Tra le più rilevanti, si può ricordare uno stanziamento di fondi per potenziare le azioni previste per il triennio 2019-2021, per la tutela e difesa del territorio e delle aree marine protette già istituite, secondo quanto previsto dall’art. 24.

Con l’articolo 25-ter, si dà invece il via libera alle valutazioni scientifiche sull’impatto ambientale dei farmaci veterinari, che saranno registrati in apposite banche dati per garantirne la tracciabilità.

La già annunciata decisione di implementare l’uso di monopattini elettrici, trova la sua conferma nell’articolo 33-bis, per cui la “circolazione mediante segway, hoverboard e monowheel, ovvero analoghi dispositivi di mobilità personale” è consentita solo se a propulsione prevalentemente elettrica. Anche i monopattini elettrici, se muniti di “motore elettrico di potenza nominale continua non superiore a 0,50 Kw, rispondenti agli altri requisiti tecnici e costruttivi indicati nel decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 giugno 2019”, sono equiparati ai velocipedi. Di contro, i veicoli che non risponderanno alle caratteristiche menzionate, saranno sottoposti a sanzione da 100 a 400 euro. Successiva confisca del mezzo è prevista qualora il monopattino sia con motore termico o elettrico con potenza nominale continua superiore ai 2 Kw. I monopattini elettrici potranno essere usati dai 14 anni di età in poi, potendo circolare su strade urbane con limite di velocità di 50 Km/h. La circolazione extraurbana è prevista solo in presenza di apposite piste ciclabili.

I limiti consentiti ai monopattini elettrici sono di 25 km/h su carreggiata e di 6 km/h in aree pedonali. Ulteriori disposizioni riguardano la sicurezza di utilizzo di questi mezzi, con l’obbligo di adottare gli appositi accorgimenti luminosi per segnalare la propria posizione nelle ore serali e il divieto di trasportare altri passeggeri, animali o altri carichi.

L’articolo 39-bis prevede una rimodulazione dell’uso dei proventi prodotti dalle sanzioni previste dal codice della strada. Questi fondi saranno infatti utilizzati per supportare le attività di ricovero di animali randagi, la rimozione di rifiuti abbandonati e per il decoro urbano.

L’articolo 42-bis propone misure per l’autoconsumo da fonti rinnovabili, incentivando dunque l’uso di fonti di energia green, nell’ottica del graduale abbandono delle risorse di origine fossile, che ancora oggi costituiscono fonti di inquinamento. Con l’approvazione della conversione in legge del decreto sarà infatti consentita la creazione di comunità energetiche rinnovabili che, nel caso di autoconsumatori di energia rinnovabile che non siano nuclei familiari, possono associarsi e offrire l’approvvigionamento energetico qualora questa aggregazione non costituisca l’attività commerciale o professionale principale.

Queste disposizioni sono previste per l’autoconsumo immediato e sarà consentito l’accumulo nelle vicinanze del luogo di produzione dell’energia.

In questo modo l’Italia sembra accogliere fattivamente la sfida contro il climate change e l’inquinamento atmosferico, programmando interventi e manovre che accompagnino il Bel Paese verso una conversione all’energia verde.

Non si può escludere che questa nuova manovra possa colpire indirettamente alcuni comparti economici e fomentare del malcontento, ma allo stesso tempo può rappresentare un’occasione di ulteriore sviluppo, di cambiamento nell’assetto produttivo italiano e una presa di posizione etica nei confronti delle generazioni future.

Le disposizioni italiane si conformano tra l’altro agli obiettivi delineati dal nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) europeo, che permetterebbe ai progetti europei incentrati sull’hi-tech e sulla crescita sostenibile di ricevere finanziamenti.

Si spera che questa presa di responsabilità possa sortire gli effetti auspicati dall’accettazione di una sfida ambiziosa con i bisogni del futuro, dell’Italia e del mondo.

Antonino Mangano

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