Morte Eugenio Vinci, polizia croata arresta skipper e proprietario yacht. Ancora gravi le condizioni dei due figli

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Il gruppo siciliano coinvolto nella vicenda

Il proprietario e lo skipper dello yacht nel quale è morto il manager siciliano Eugenio Vinci per avvelenamento da monossido di carbonio, sono stati arrestati per aver installato un motore nella barca senza seguire le norme di sicurezza, causando la fuoriuscita dei gas tossici. Lo ha reso noto la polizia croata. Si tratta, secondo la polizia, di un uomo di 23 anni ed uno di 27 anni, entrambi croati.

I due figli del manager sono ancora ricoverati in gravi condizioni. “Sono stazionarie, ma ancora gravi le condizioni dei due bimbi, uno, 3 anni, figlio di Eugenio Vinci e della moglie, l’altra, 11 anni, figlia della moglie, ricoverati in ospedale in Croazia”. A dirlo Bruno Mancuso, sindaco di Sant’Agata di Militello, che era in barca in vacanza in Croazia con la sua famiglia, quella di Eugenio Vinci, e un’altra coppia di amici, in tutto otto persone tutte originarie di Sant’Agata di Militello (Me). Lunedì notte il gruppo di siciliani, ad eccezione di due di loro, ha accusato i sintomi di una grave intossicazione, forse da esalazioni dei gas di scarico del natante, dopo essere tornati in barca dopo una cena sull’isola di Hvar. Entrambi i bambini hanno compromesse le funzioni di quasi tutti gli organi vitali e sono in terapia intensiva collegati a un respiratore artificiale. “I due minorenni sono in prognosi riservata e non è possibile dire quanto potrebbe durare la terapia intensiva”, ha detto alla stampa croata Branka Polic, capo del reparto di terapia intensiva pediatrica del centro ospedaliero di Spalato. “Nel sangue dei due bambini è stato rilevato un alto livello di carbossiemoglobina, che indica una intossicazione da monossido di carbonio”, ha spiegato Polic.

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