Storie di cucina – La festa della castagna

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Sicuramente la castagna è uno dei frutti che maggiormente si legano all’idea dell’autunno. Bollite o arrostite, oppure ridotte a farine e utilizzate per i dolci tipici di questa stagione, è senza dubbia protagonista.

La castagna è il frutto del castagno e deriva dai fiori femminili (solitamente 2 o 3) racchiusi da una cupola che poi si trasforma in riccio. La forma dei frutti dipende, oltre che dalla varietà delle castagne, anche dal numero e dalla posizione che essi occupano all’interno del riccio: emisferica per i frutti laterali e schiacciata per quello centrale; i frutti vuoti, abortiti, di forma appiattita sono detti guscion

Non si conoscono le esatte origini del castagno. Ritrovamenti di reperti fossili attestano che l’albero dovrebbe derivare da un ceppo originatosi nel Terziario, circa 10 milioni di anni fa. Il castagno ha saputo resistere alle ondate di freddo glaciale che si sono susseguite nel tempo. Molteplici sono gli scritti dai quali si evince che la castagna era conosciuta in Grecia sin dall’antichità, tuttavia, il fatto che in essi vengano utilizzate diverse espressioni per indicarla, ha spesso causato dubbi e confusioni. Già Ippocrate nel IV secolo a.c. parla di “noci piatte” di cui esalta, una volta giunte a maturazione, il valore nutritivo.

Proprio come il frutto, anche la Sagra delle Castagne ha lontanissime origini che vanno ricercate in una festa istituita dal Consiglio della Comunità alla fine del XV secolo per ricordare alcuni tragici fatti avvenuti a soriano nel 1489: il tentativo di conquista del castello Orsini da parte del signore di Vignanello Pier Paolo Nardini e la successiva sanguinosa battaglia del Fosso del Buon Incontro La leggenda narra che ad accorgersi dell’avvicinarsi dei mercenari vignanellesi fosse stata una vecchietta, abitante sulla collina della Bastia e che nottetempo avesse visto agitarsi una fiaccola sulla sommità del merlo maschio del Castello. Tutto dunque era predisposto per l’appropriazione del castello anche con l’uccisione del castellano Carvajal, quando, la vecchietta del Carnaiolo, cosi era soprannominata, svegliò di corsa i Sorianesi incitandoli a fronteggiare il nemico. I Sorianesi, compresa la gravità della situazione, si diressero in parte al castello ed in parte verso la strada che conduceva a Vignanello.

Qui, in un luogo che da quel giorno fu denominato Fosso del Buon Incontro, si avventarono contro il traditore ed i suoi complici e li gettarono dal merlo più alto della torre del castello. Papa Innocenzo VIII, per premiare la fedeltà dei Sorianesi, promulgò la Bolla d’oro, con la quale concesse alla popolazione i frutti ed i proventi prima spettanti alla Camera Apostolica ed autorizzò l’aggiunta, sullo stemma comunale, della parola FIDELITAS

Da allora in moltissime città, paesi e borghi, viene festeggiata con feste e sagre, spesso precedute da scampagnate per raccogliere, prima di cuocerle e mangiarle tutti insieme, creando dei momenti di allegra socialità, spesso accompagnandole con musica, balli e l’immancabile vin brulé, utile per scaldare i cuori e corpi infreddoliti dalle temperature che vanno via via abbassanodosi.

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