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Simone Tessadori è un enfant prodige della moda. Non solo un designer pieno di talento, ma anche un uomo con idee decise e senza alcuna paura di esprimerle. Specialmente su Instagram. Basta dare un’occhiata alle sue stories per capire che il concetto di sogno nella moda non è stato abbandonato del tutto, che lo streetwear non è destinato sempre a vincere. Anzi, c’è chi lo combatte, con eleganza, non solo degli abiti, ma anche nel raccontare e dire apertamente ciò che pensa di un abito, di una collezione. Politically incorrett con gusto, ma sai che noia adeguarsi al pensiero comune. 

– Simone, tramite le stories di Instagram racconti la tua filosofia estetica, che si basa su qualità ed eleganza. Ma tutto ha un inizio, quindi da dove nasce questa voglia di andare contro la moda dominante? Da cosa trae origine?

Trae origine da quella che è la mia esperienza personale e la mia sensibilità. Un concetto di lusso esclusivo espresso nella ricerca costante e maniacale di tessuti e materiali pregiati, nella cura dei dettagli e nello stile disinvolto, ma
dal carattere forte, per una donna che veste la moda con nonchalance.

– Simone, ti ho conosciuto tramite un’edizione di British Vogue, la prima dell’era di Enninful al comando. Anche li uno dei primi aggettivi usati per definirti era handmade in Italy. Secondo te,la moda italiana sta tornando alle sue origini? Perché è così importante che un capo sia fatto a mano?

Lo spero tanto, ma credo di si sotto alcuni aspetti. C’è una nicchia di consumatori che è davvero stufa di capi di pessima qualità e non durevoli nel tempo, indifferentemente dal prezzo sul cartellino. Oltre al fatto che quello che uno studio artigianale a manichino di un capo può creare, non potrà mai e poi mai essere equiparato ad un modello realizzato a video senza utilizzare il senso del tatto!

– Sentendoti parlare, è netta la tua posizione contro la fast fashion. Mi viene in mente un film, i love shopping,dove la protagonista scopre suo malgrado che ha pagato un cappotto di marca ma che è realizzato in poliestere. Come riesci a coniugare l’immediatezza di un capo per tutti i giorni con l’alta qualità che contraddistingue le tue creazioni?

Mi piace tantissimo questo esempio che porti alla mia attenzione, soprattutto perché è esattamente il messaggio che cerco di trasmettere quotidianamente. Bisogna essere consumatori critici e saper valutare se un acquisto risulta per noi soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Diciamo STOP alle fashion – victim, perché la moda tutto dovrebbe fare tranne delle vittime o della schiave dell’apparenza. Per quanto riguarda l’utilizzo di un capo quotidianamente, bhe, questo è uno degli obbiettivi del brand SIMONE TESSADORI. Amo pensare i tessuti dell’alta moda per tutti i giorni quindi con volumi più semplici ma al tempo stesso molto ricercati.

Una collezione che abbraccia sempre più il concetto lifestyle, tra nuovi accessori ( siete pronte ?) , e l’obbiettivo di conquistare i territori inesplorati della maglieria e l’espansione di categorie già avviate come le calzature.

– Sempre a proposito di cinema, i capi delle tue collezioni sono molto scenografici, in giusto ed interessante bilanciamento di colori e quel quid che ti fa rimanere a bocca aperta. Come vuoi che si sentano le donne indossando una tua creazione?

Il mio progetto non è solo abbigliamento, ma è una collezione di capi da collezionare perché senza tempo: amano dialogare ed essere contaminati dall’esterno, un racconto atemporale che vive e si nutre di stimoli eclettici e suggestioni provenienti da mondi ed esperienze diversi.

Una Donna che veste  lo stile Tessadori indossa silhouette moderne e sensuali rifinite con dettagli couture che di default predilige agli altri capi del suo guardaroba per sposare completamente il gusto e lo stile metropolitano e iperfemminile.

La Vita è un dono che non sappiamo per quanto ci verrà concesso, quindi cosa dovremmo aspettare per indossare un bell’abito? La prossima cerimonia, battesimo o quant’altro? Non credo proprio!

Per leggere il resto dell’intervista, cliccate qui!

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