Sicilia: nasce la prima sezione territoriale dell’A.N.E.I. [Associazione Nazionale Ex Internati]

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Il 27 febbraio scorso si è costituita la I Sez. Sicilia – A.N.E.I. (Ass. Naz. Ex Internati) con lo scopo di diffondere la Memoria degli internati nei lager nazisti e pertanto di realizzare interventi formativi in tal senso

Questa associazione – spiega in un comunicato il Presidente, Maria Agata N. G. (Mariella) Bottaro – è una sezione territoriale facente capo all’A.N.E.I. (Ass. Naz. Ex Internati) la quale si è costituita nel I dopoguerra con il DPR del 12 aprile ‘48′, è un ente morale della Repubblica Italiana, che raggruppa i reduci dai lager nazisti (anche se non sono tutti viventi per legge di natura), i loro figli, nipoti e quelli che, anche se non parenti, sono sensibilizzati al problema.

Si tratta di un ente aperto a tutto il territorio nazionale ma con la forte esigenza di radicarsi qui al Sud, anche e soprattutto perché, purtroppo, nel corso degli anni, si sono aperte delle sedi territoriali nel Padovano, nel Bresciano, nel Varesotto, nel Trevigiano e poi Aosta, Firenze, Foggia, Napoli, Perugia, Rimini, Roma, Torino, Vicenza ed anche nella qui vicina Rossano Calabro. Più giù: no! Eh già! Vi chiederete perché.

Perché i tanti militari internati che, catturati dopo l’armistizio del ’43 avevano patito le pene dell’inferno internati nei lager nazisti per 20 mesi, che erano sopravvissuti (quelli che erano sopravvissuti!) mangiando scorze di patate e tenendosi i pidocchi e la scabbia cui non si erano potuti sottrarre, non avevano parlato della loro triste storia, come se si vergognassero di quanto era loro accaduto.

A seguito della proclamazione dell’armistizio del ’43 i soldati italiani allora erano divenuti per i tedeschi dei nemici catturati e deportati in numerosi campi di internamento e, per sottrarre questi prigionieri all’assistenza degli organi internazionali previsti della convenzione di Ginevra, Hitler diede loro una diversa denominazione (Italienische Militär-Internierten) per sottoporli al “castigo esemplare”: 600.000 uomini e forse più furono deportati, di questi 40.000 morirono.

A seguito della proclamazione dell’armistizio del ’43 i soldati italiani allora erano divenuti per i tedeschi dei nemici catturati e deportati in numerosi campi di internamento e, per sottrarre questi prigionieri all’assistenza degli organi internazionali previsti della convenzione di Ginevra, Hitler diede loro una diversa denominazione (Italienische Militär-Internierten) per sottoporli al “castigo esemplare”: 600.000 uomini e forse più furono deportati, di questi 40.000 morirono.

Perché allora nelle zone settentrionali si erano formate le sezioni territoriali dell’A.N.E.I. e in Sicilia no? Forse perché, in quelle zone, numerose erano state le rappresaglie naziste nei confronti dei civili e i militari reduci di quelle zone furono supportati e incoraggiati dal risentimento dei civili.

Ma perché si è costituita adesso la I sezione Sicilia – A.n.e.i.? Proprio perché solo adesso la sottoscritta (Maria Agata Bottaro ndr) ha scoperto di essere la figlia di un’ex Imi che ha soggiornato nei lager di Meppen e Dortmund e di non essere l’unica a non conoscere questa triste storia.

E’ stato così che è sorta per la prima volta in Sicilia la I sezione territoriale del’A.N.E.I.. Siamo ancora pochi ma siamo armati di buona volontà, vogliamo diffondere la Memoria. Ricordando i nostri padri non potremo certo annullare ciò che è stato, però potremo far conoscere questa storia affossata alle generazioni future perché nulla di tutto questo si ripeta.

In seno alla neonata sezione le cariche sono state così ripartite:

Presidente: Maria Agata N. G.(Mariella) Bottaro, vicepresidente: Rosangela David, segretaria tesoriera: Gaetana (Nuccia) Diolosà, revisore dei conti: Giuseppe Foti, Consiglieri: Bottaro, David, Diolosà, Foti, Domenico Palermo, Antonietta Garufi e Carmela Russo. In un secondo momento si è associata l’avv. Carmen Currò.

Per info e adesioni: 3405551434

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