La Sicilia si “libera” dalla plastica, l’Ars approva la legge

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Voto unanime dell’Aula per il Ddl “Plastic free”. Stop alla plastica negli uffici regionali, tutela dell’ambiente ed incentivi al riciclo ed agli impianti di materie rinnovabili. Giampiero Trizzino (M5S): “Un contributo concreto alla riduzione di rifiuti e delle materie plastiche che stanno letteralmente soffocando il pianeta”

Via libera dell’Assemblea Regionale Siciliana al disegno di legge “Plastic Free”. Una norma che è stata avallata da tutti i gruppi parlamentari, proposta dai 5 Stelle e sostenuta dal Pd, e che rivoluziona abitudini consolidate. È così che la Sicilia prova a invertire il trend rispetto agli ultimi dati di inquinamento. «Un lavoro di squadra portato avanti in Commissione ed in parlamento dai rappresentanti di diverse forze politiche», ha commentato Michele Catanzaro, parlamentare regionale del Pd e uno dei primi firmatario del disegno di legge.

In tutti gli enti pubblici, dalla Regione ai Comuni passando per la galassia di strutture collegate, l’uso di plastica dovrà essere ridotto del 40% impiegando come alternativa carta e cartone. Nelle mense il divieto di utilizzare piatti, bicchieri e posate di plastica sarà invece totale. In pratica i tradizionali prodotti di plastica dovranno essere (per lo più) sostituiti da carta, cartone e altri materiali riciclabili o biodegradabili. E un calo del consumo di prodotti in plastica dovrà essere dimostrato anche dalle strutture della grande distribuzione, soprattutto nel caso in cui vengano chieste nuove autorizzazioni. Limiti che non valgono per le aziende private, al cui interno l’ uso della plastica resta immutato.

«La Sicilia – osserva la presidente della IV commissione legislativa Giusi Savarinoè la prima regione d’Italia a dotarsi di una legge che limita e contrasta l’ utilizzo spregiudicato della plastica, e lo fa stimolando, incentivando e promuovendo l’ imprenditoria innovativa e green. Con questa legge – aggiunge – diamo una risposta concreta alla tutela dell’ambiente e lo facciamo anche utilizzando bene i proventi delle royalty delle società petrolifere. Oltre ai fondi comunitari, infatti, utilizziamo le royality, per i finanziare gli imprenditori che scelgono di convertire gli impianti di produzione di plastica ubicati nella Regione in impianti di produzione di bioplastiche, o di tipi di plastiche derivanti da materie prime rinnovabili, incluso il riciclo di plastiche convenzionali, o interamente biodegradabili o compostabili».

I grillini hanno esultato per l’approvazione di uno dei loro cavalli di battaglia: «L’obiettivo – precisa il deputato Giampiero Trizzino, anch’egli primo firmatario della legge – è mettere al bando la plastica da tutte le amministrazioni di pertinenza della Regione e sostituirla con materiali biodegradabili e quindi non inquinanti, proponendo comportamenti virtuosi da parte di chi opera negli enti».

Giovanni Cafeo, parlamentare regionale di Italia Viva e segretario della III Commissione Ars Attività produttive precisa: «Come dimostrato dal nuovo corso dell’ Ue il “Green New Deal”, le tematiche ambientali, della sostenibilità e dell’ economia circolare saranno al centro dell’ attività socio-economica di tutta l’ eurozona, Sicilia inclusa. E la sfida per l’ attuale classe dirigente sarà quella di farsi trovare pronta, anche sul fronte legislativo, all’appuntamento con il cambiamento».

A occuparsi della plastica indispensabile agli insediamenti agricoli che hanno lo storico problema dello smaltimento che con preoccupante regolarità sfocia nelle fumarole, è stata la deputata Stefania Campo con due articoli che, mediante un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria degli agricoltori siciliani maggiormente rappresentative e l’ associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili, favoriscono l’ impiego di bioteli e di altri materiali compostabili in agricoltura.

Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e componente del gruppo Attiva Sicilia all’Ars punta l’attenzione sull’ impegno del governo sulla riduzione dei rifiuti: «Bisognerà fare uno sforzo per aumentare la raccolta differenziata e ridurre la plastica attraverso l’uso delle plastiche biodegradabili. Questo è l’inizio del percorso verso l’ economia circolare». Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Ars, guarda oltre: «Spero che la stessa unanime sensibilità si trovi attorno alla riforma dei rifiuti che sarà presto in Aula».

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