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La cardiologia di Cefalù è la prima in Sicilia per tempestività di intervento sia nell’infarto miocardico acuto sia in una forma particolare di infarto denominata Stemi

Inaugurato stamane, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, il nuovo reparto con i laboratori di emodinamica ed elettrofisiologia cardiaca della Fondazione Giglio di Cefalù. La struttura è dedicata ad Aldo Naro, il giovane medico ucciso nel 2015 durante una serata di Carnevale in una discoteca palermitana.

I laboratori, rinnovati grazie a un investimento di un milione e mezzo di euro, sono dotati di nuove tecnologie, di ultima generazione, con campi di applicazione in cardiologia e in radiologia interventistica.

«Oggi è una giornata di festa – ha detto Musumeci nel suo intervento – perché vediamo concretizzare un percorso lungo e faticoso, che aggiunge un tassello importante a una struttura all’avanguardia. La Regione mantiene un’attenzione e un impegno costante nei confronti della Fondazione Giglio che è e rimane – ha proseguito il governatore – un presidio di straordinaria importanza, non soltanto per la sua collocazione geografica che abbraccia l’area delle Madonie e parte del territorio messinese, ma soprattutto per l’ottima reputazione di cui gode la struttura che ormai ha valicato i confini dell’Isola. L’inaugurazione dei nuovi laboratori è una buona notizia per tutti i siciliani. Nel settore della sanità stiamo facendo dei significativi passi in avanti – ha continuato Musumeci – con l’obiettivo finale di azzerare l’emigrazione passiva verso il nord, i viaggi della speranza di chi ha necessità di cure. Poter contare su strutture con una reputazione molto positiva come il Giglio di Cefalù è per noi la conferma che siamo sulla buona strada».

L’assessore alla Salute Ruggero Razza ha ricordato le tappe del percorso di crescita che hanno portato il presidio ai livelli attuali e l’impegno del governo Musumeci fin dal suo insediamento. «Abbiamo pensato – ha annunciato Razza – alla crescita di un sistema in un’area importante del territorio. Abbiamo messo insieme l’offerta sanitaria e assistenziale, la ricerca scientifica e quindi la possibilità di valorizzare le più brillanti intuizioni che il mondo accademico e medico mettono a disposizione del sistema sanitario. Con la scommessa di arricchire l’offerta del Giglio con l’istituzione di un corso di studi in medicina. Nel rapporto che la Svimez ha diffuso nei mesi scorsi – ha concluso – la Sicilia è l’unica regione del Mezzogiorno che ha visto diminuire il numero di cittadini che hanno fatto ricorso a cure fuori dal proprio territorio. E’ un segnale che fa comprendere come, per la nostra popolazione, il sistema sanitario sia percepito in maniera più adeguata. Si tratta di un lavoro lungo, ma l’importante cominciare».

A illustrare la nuova struttura è stato il presidente della Fondazione Giglio. «Nel 2019 – ha detto Giovanni Albanoabbiamo messo in cantiere investimenti per 18 milioni di euro per rinnovare e ampliare, dopo 15 anni, il parco tecnologico dell’Istituto per dare cure adeguate ai nostri pazienti e attrarre nuove professionalità».

La scelta di dedicare il reparto ad Aldo Naro nasce, come ha spiegato lo stesso Albano, dalla volontà di «dare continuità al sogno di un giovane medico che sin da piccolo voleva fare il cardiologo e che è stato strappato alla vita e ai suoi cari».

L’unità operativa di cardiologia, centro Hub nella rete per il trattamento dell’infarto in Sicilia, è diretta da Tommaso Cipolla, mentre la responsabilità del laboratorio di emodinamica è affidata a Mariano Becchina e del laboratorio di elettrofisiologia a Gabriele Giannola. La direzione di Chirurgia oncologica, invece, è affidata al chirurgo catanese Goffredo Arena, tornato in Sicilia, dopo 20 anni di attività in Canada dove è stato professore associato di chirurgia e patologia alla McGill University e al St. Mary’s Hospital e Royal Victoria Hospital di Montreal.

Il laboratorio di emodinamica è stato dotato di un agiografo digitale, di ultima generazione, che consente l’esecuzione di procedure cliniche innovative e di migliorare quelle tradizionali offrendo anche una migliore risoluzione delle immagini, anche in 3D, in grado di rilevare più dettagli clinici.

Si tratta di un’apparecchiatura che consente di eseguire l’interventistica periferica a tutto tondo (total body), l’interventistica strutturale cardiologica (chiusura Dia, Pfo, auricola, valvuloplastica e aortica) nonché, nel campo dell’oncologia. L’agiografo digitale può essere sfruttato in moltissime procedure come l’ablazione, la crioablazione e il posizionamento di drenaggi. E’ stato rinnovato, nella sua totalità, anche il laboratorio di elettrofisiologia cardiaca. La nuova sala è stata dotata di un sistema radiologico digitale ad arco a “C” mobile e di un sistema di mappaggio elettro-anatomico che consente di fare le ablazioni anche a raggi zero e senza l’impiego di apparecchiature radiologiche.

L’elettrofisiologia di Cefalù esegue interventi di ablazione delle aritmie sopraventricolari e ventricolari endocardiache che curano definitivamente le aritmie e migliorano sia la qualità di vita che la sopravvivenza del paziente. Nel laboratorio vengono eseguiti anche interventi di impianti di protesi cardiache come defibrillatori, pacemaker, sistemi per la resincronizzazione ventricolare, per la cura dello scompenso cardiaco e di loop recorder.

Il rinnovamento tecnologico ha interessato anche la centrale di monitoraggio della terapia intensiva cardiologica (Utic) che dispone di 4 posti letto. La cardiologa del Giglio dispone di 20 posti letto di cui uno di day hospital e quattro in Utic (terapia intensiva cardiologica).

Tratta, ogni anno, una media di 250 infarti di cui 100-120 Stemi, effettua circa 800 coronografie e 450 angioplastiche coronariche, impianta 300 device/anno tra pacemaker e defibrillatori, esegue circa 100 ablazioni. Sono invece 10 mila le prestazioni ambulatoriali l’anno, 1100 ricoveri in regime ordinario con un tasso di occupazione dei posti letto maggiore del 100 percento e un peso medio di 1,84.

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