Press "Enter" to skip to content

Sei anni fa a largo di Lampedusa morivano 368 persone

Sono passati sei anni da quel 3 ottobre 2013, quando al largo dell’Isola dei Conigli, a Lampedusa, nel tentativo di trovare una vita migliore, intorno alle 4.30 del mattino morirono 368 migranti.

In quella giornata l’allora sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, aveva definito “un tappeto di carne umana” i corpi di donne, uomini e bambini che riempivano inermi una delle spiagge dell’isola.

Le vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 sulla banchina di Lampedusa 
© Reuters

Si trattò di una vera tragedia, documentata da immagini strazianti, come la lunga fila di bare nell’aeroporto dell’isola, che fece in pochi minuti il giro del mondo.

La piu’ grande tragedia dell’immigrazione. I migranti a bordo volevano segnalare la propria posizione incendiando una coperta ma le fiamme si sono propagate subito sul ponte dove giacevano 300 forse 500 persone. Ed e’ stato subito l’inferno. In pochi secondi divampa il fuoco che avvolge subito il ponte del barcone da dove centinaia di somali ed eritrei guardavano la costa vicinissima di Lampedusa.

Nel 2016 il Senato ha proclamato il 3 ottobre la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione; di tutte le vittime dell’immigrazione: donne, uomini, bambini, bambine che hanno perso la vita cercando di oltrepassare un confine e che ancora oggi sono vittime di viaggi rischiosi in cerca di una vita migliore.

Oggi in tutta Italia sono tante le iniziative che il Comitato Tre ottobre ha messo in campo per non dimenticare le vittime.

Sull’isola di Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre sono arrivati oltre 200 studenti provenienti da più di 60 scuole di 20 Paesi europei. Il progetto a capo di tutto, “P(r)onti per l’accoglienza“, ha messo in piedi iniziative tra cui eventi teatrali, musicali e soprattutto formativi: gli studenti sono stati coinvolti in workshop su temi come la tratta di esseri umani, i minori stranieri non accompagnati, i rifugiati e in alcuni di questi incontri hanno potuto conoscere i sopravvissuti alla tragedia del 2013.

La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza è una ricorrenza che pone diversi obiettivi, tra questi quello di promuovere una riflessione a livello istituzionale, nazionale ed europeo, per trovare una soluzione congiunta per evitare che tragedie simili possano ripetersi. I Governi europei devono infatti assumersi la responsabilità di fermare le morti in mare e di garantire un porto sicuro a tutte le persone salvate.

Condividi

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mission News Theme by Compete Themes.