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I numeri raccontano di una generalizzata, esponenziale crescita. Cresce il numero dei passeggeri, cresce il numero delle corse effettuate, cresce il numero dei lavoratori stabilizzati

A tre anni dalla acquisizione della Siremar da parte del Gruppo Caronte & Tourist S.p.A. (attivo dal 1965 nel traghettamento sullo Stretto di Messina e oggi leader anche nel collegamento tra la Campania, la Sicilia e le sue isole minori), oggi 14 novembre, al Loggiato di San Bartolomeo a Palermo, un convegno durante il quale parlare di atti concreti, diretti specificamente alle collettività isolane, di progetti e programmi: dalla sostenibilità ambientale (la nave più pulita ed ecologica del Mediterraneo, d’altra parte, è in atto la nuovissima “Elio”, in servizio nello Stretto…) coniugata alla sostenibilità finanziaria, alla continuità territoriale, le politiche dei trasporti, il mantenimento dei livelli occupazionali.

Attorno al tavolo i vertici del Gruppo Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A. (Vincenzo Franza ed Edoardo Bonanno, rispettivamente Presidente e AD di Isole Minori; il Group C.T.O. Luigi Genghi, con il responsabile di personale e comunicazione, Tiziano Minuti, a moderare il dibattito); una folta rappresentanza di Sindaci delle isole minori; il segretario nazionale della Filt Cgil, Natale Colombo, in rappresentanza delle organizzazioni sindacali; l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Marco Falcone (in rappresentanza del Governo regionale) a conclusione dei lavori.

I numeri raccontano di una generalizzata, esponenziale crescita. Cresce il numero dei passeggeri, cresce il numero delle corse effettuate, cresce il numero dei lavoratori stabilizzati. A tre anni dall’acquisizione della Siremar da parte del Gruppo Caronte & Tourist S.p.A. ci sono insomma gli estremi per tracciare un bilancio del tutto positivo. Presidente e AD – insieme al resto del board – ne prendono atto con legittimo orgoglio, ma pensano a tutto ciò che è possibile migliorare, potenziare, perfezionare, rilanciare. Perché il Gruppo (1200 dipendenti, una trentina di navi, circa 250 milioni di fatturato) ha sempre avvertito forte la responsabilità anche etica oltre che imprenditoriale di chi opera ogni giorno nel territorio e nel territorio ha le proprie radici.

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