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Terribile notizia nel mondo del fumetto. È scomparso ieri, 24 marzo, a 92 anni, uno dei padri di Asterix, Albert Uderzo, inseparabile compagno di René Goscinny, a sua volta scomparso nel 1977.

Nato da genitori italiani, Uderzo sviluppò fin dalla tenera età la passione per il disegno, leggendo fumetti e producendone di propri. Riuscì a farsi assumere all’età di tredici anni dalla Société d’Édition come letterista, correttore di bozze, grafico.

Dal 1941 al 1943 prestò servizio militare, da cui fuggì per rifugiarsi clandestinamente con la famiglia durante il resto della Seconda Guerra Mondiale, ritornando a mostrarsi pubblicamente dopo la liberazione di Parigi del 25 agosto 1944.

Dopo i lavori giovanili, il punto di svolta della carriera di Uderzo avvenne negli anni Cinquanta, con l’incontro e la nascita del sodalizio con René Goscinny. Inizialmente i due lavorarono sulla serie Oumpah-Pah [Umpah-Pah in italiano] (1952), una creazione umoristica che segue le orme di un pellerossa che, al fianco del giovane ufficiale francese Hubert de la Pâte-Feuilletée (Hubert de Profiterole in italiano), cercherà di vincere le altre tribù pellerossa. Al 1953 risale invece la creazione di Sylvie, sempre in compagnia di Goscinny.

L’importante collaborazione dei due continuò tra il 1957 e il 1962 sul Journal de Tintin, sulle cui pagine comparirono in esclusiva Poussin e Poussif, la Famille Cokalane, la Famille Moutonet, e si assistette al ritorno di Oumpah-Pah, che non aveva riscosso originariamente molto successo.

La svolta della coppia avvenne nel 1959 quando venne fondato il giornale per giovani lettori Pilote, su cui esordì uno dei classici del fumetto franco-belga: Asterix.

Asterix e Umpah-Pah

L’Irriducibile gallo e il villaggio pieno di bizzarri e iconici personaggi riscuoterà un grande successo in tutto il mondo, consacrando un nuovo modo di impaginare i fumetti e divenendo una grande sfida nello sviluppare le storie nelle 42 tavole di ogni avventura.

Dall’ironia che colpiva i vizi umani e caricaturava gli stereotipi delle diverse nazionalità europee (Asterix e i Goti, Asterix e i Britanni, Asterix e i Normanni)  e delle particolarità di varie regioni francesi (come in Asterix in Corsica o in Asterix e il Giro di Gallia), scaturirono numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale, che non potevano non accompagnarsi anche a critiche che piovevano da diverse compagini politiche o movimenti – come il femminismo – o le autorità addette alla censura della stampa.

Nonostante critiche e premi, Uderzo e Goscinny continuarono a lavorare nel più totale spirito scanzonato, regalando sempre piccoli grandi capolavori di critica dei costumi della società francese del loro tempo, che declinavano in versione Romana (o Gallica) Antica, e che per la loro universalità riuscivano a fare appassionare anche i lettori d’Oltralpe e d’Oltreoceano.

Con la scomparsa di Goscinny nel 1977, Uderzo continuò a lavorare sulle avventure di Asterix, pubblicando altri nove albi: Asterix e i Belgi (su cui stava lavorando insieme a Goscinny, prima della morte di quest’ultimo), Asterix e il grande fossato, L’odissea di Asterix, Il figlio di Asterix, Le mille e un’ora di Asterix, Asterix la rosa e il gladio, Asterix e la galera di Obelix, Asterix e Latraviata, Quando il cielo gli cadde sulla testa.

L’eredità di Goscinny e Uderzo sarà raccolta da Jean-Yves Ferri e Didier Conrad, su cui graverà tutta la responsabilità del lavoro da sviluppare sulle avventure del piccolo gallo, ma che allo stesso tempo avranno l’onore e la fortuna di costruire il futuro del villaggio armoricano su solide basi lasciate da grandi artisti, che hanno reso immortale un personaggio grazie alla sua semplicità e agli insegnamenti virtuosi che premiano la furbizia asterixiana, la gentilezza bambinesca di Obelix e la difesa della libertà da parte dei loro vicini.

Quest’oggi, purtroppo, non è il Cielo a caderci sulla testa (come temevano gli antichi Celti, di cui i Galli erano un ceppo etnico), ma questa terribile notizia. Ma si potrà sempre ritrovare la personalità prorompente di Uderzo (e di Goscinny) nel suo tratto e nelle sue storie, che abbiamo la fortuna di leggere e rileggere ancora, e di cui proliferano le edizioni e le creazioni che ne parodiano i personaggi immortali, omaggiandone l’originalità.

Grazie a Toutatis e Belenos o, meglio, grazie a Uderzo e Goscinny, dèi di un pantheon di grandi fumettisti!

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