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“Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto… Ed è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, piuttosto che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse.”

Fa uno strano effetto leggere oggi queste parole di Hemingway .

Ubaldo Smeriglio le aveva pubblicate sul suo profilo Facebook meno di anno fa. Nel post condivideva il brano The Eternal dei Joy Division.

Chissà se Ubaldo già sapeva della malattia.

Aveva 52 anni, ed è morto a causa di un tumore che se l’è portato via in un anno. Giornalista di inchiesta, fu tra i fondatori del settimanale “L’Isola”, del quale fu direttore responsabile sino al 1998. Successivamente divenne responsabile della sezione di cronaca nera e giudiziaria del quotidiano “Il Corriere del Mezzogiorno”. Collaboratore della Gazzetta del Sud, negli ultimi anni della sua carriera ha fatto parte dell’ufficio stampa della Caronte & Tourist, curando numerose attività promozionali caratterizzate da una particolare attenzione alla cultura e all’impegno sociale. Dalla rassegna musicale Onde Sonore agli incontri con il filosofo Umberto Galimberti.

I numerosi commenti e articoli che in queste ore amici e conoscenti gli stanno dedicando ne mettono in evidenza l’ecletticità e la duttilità.

Non era solo giornalista, ma anche scrittore, sceneggiatore, musicista, poeta.

Difficile riassumere tutte le tappe della sua carriera in un solo articolo. Difficile farlo oggi. Oggi è il giorno del dolore.

Di lui ci mancheranno non solo la sua professionalità, ma anche il sorriso, l’ironia e la profonda umanità.

Alla famiglia le più sentite condoglianze da parte della redazione e di tutto il gruppo InfoMonitora.

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