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Nasce Azione a Messina: intervista al referente cittadino

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Risale a poche settimane fa la notizia della nascita della sezione messinese del partito Azione con Carlo Calenda

Di seguito un’intervista che ci è stata rilasciata in esclusiva dal suo referente, il ventisettenne Fabrizio Provenzano.

Azione è una realtà partitica nuova, ma il vostro percorso ha subito cambiamenti nel corso della sua relativamente breve storia. Puoi parlarcene meglio?

Azione, a livello nazionale, è stata fondata il 21 novembre, ma la nostra storia al fianco di Calenda nasce ai primi di settembre, quando abbiamo fondato il Comitato Siamo Europei Messina. Siamo una forza giovane, anche anagraficamente, nel panorama politico messinese. La reattività che ci ha contraddistinto fin da subito ha fatto crescere esponenzialmente il numero dei nostri simpatizzanti e membri, attestandoci come prima forza siciliana per numero e varietà di estrazione sociale dei suoi componenti.

Prima Siamo Europei, adesso Azione. Cambia il nome o anche qualcos’altro?

Il nome è cambiato per distinguere tra un movimento composto da una rete di comitati distribuiti in tutta Italia, ed un partito che cerca di prendere una posizione molto più responsabile nei confronti della vita politica del Paese – e nel nostro caso di Messina e della Sicilia -, impegnandosi anche per assumere una posizione tale da permetterci di dialogare con le altre forze politiche e contribuire a un cambiamento necessario. Cambia il nome, certamente, ma gli obiettivi rimangono gli stessi, con una visione molto più chiara e sempre più concreta di cosa vogliamo e come siamo certi di plasmare il nostro percorso. E poi, l’amore per la città dello Stretto è una costante che accompagnerà ogni nostra azione, rivolgendoci sia all’interno sia all’esterno del contesto cittadino, per rilanciare il nome di Messina.

Quale apporto dareste alla realtà nazionale, o anche locale?

Il nostro impegno si articola in quattro punti fondamentali, che sono stati sostenuti fin da principio dal Comitato Centrale. Ci riferiamo a: sanità, giovani, istruzione e investimenti. Sono quattro punti che tendono a garantire e salvaguardare diritti inalienabili dell’uomo, secondo quanto sancito dalle diverse Dichiarazioni internazionali, ma anche a trovare una soluzione per dare impulsi a settori nevralgici dell’economia siciliana, e italiana in genere, a ridare una speranza ai giovani – che sono anche molto numerosi nel nostro partito – che hanno il diritto e devono riappropriarsi di un loro spazio nel tessuto produttivo di Messina, dell’isola e dell’Italia.

Fabrizio Provenzano, referente di Azione a Messina

La componente europeista si avverte molto anche nel pensiero e nei messaggi che veicola Azione.

Il nome del primo movimento, Siamo Europei, era un chiaro riferimento a un orizzonte europeo, oltre che a una presa di coscienza dell’identità che, al fianco di quella italiana, contribuisce a farci sentire appartenenti a qualcosa di più grande, di più organizzato, aperto e capace di confrontarsi con i problemi del mondo globalizzato dei nostri giorni. L’Unione Europea è fondamentale per l’Italia, perché il nostro Paese ha tanto da acquisire in termini di esperienza e competenza, che solo l’apertura al dialogo con i nostri vicini europei può darci. Non bisogna dimenticare che l’Italia è un paese fondatore dell’UE, che anche Messina è stata protagonista nel ’55 della famosa Conferenza che ha dato il via al processo di integrazione europea. Il nostro Paese, quindi, ha tutte le carte in regola per far sentire la propria voce nello scenario europeo, ma deve ritrovare la forza e il coraggio di imporsi con programmi razionali, ben studiati e validi. E noi vogliamo dare il nostro contributo proprio per questo motivo.

Si avverte molto euroscetticismo in questi ultimi anni, che sia più o meno giustificato. Come vi ponete nei confronti delle varie scelte dell’UE, anche quelle meno popolari in Italia?

L’Europa ha anche i suoi problemi, a causa dell’incontro-scontro con modelli economici e politici diversi da quello italiano. Sono “incidenti di percorso” naturali, che sorgono quando realtà diverse, ma che hanno comunque dei punti in comune, si incontrano per costruire qualcosa insieme. Sicuramente l’Europa potrà aver adottato politiche molto restrittive su alcuni aspetti del mercato interno comune, della politica estera, sull’assetto finanziario comune. Sono elementi su cui bisogna operare una critica matura, e per quanto fermamente europeisti, non siamo certo indottrinati ma, come spiegavo prima, vogliamo contribuire con il nostro apporto a modificare quelle che potrebbero considerarsi delle “storture” che potrebbero danneggiare indirettamente il nostro Paese. La strada, comunque, non è assolutamente l’euroscetticismo, ma un dialogo chiaro, sincero, e con proposte serie e ben strutturate. Noi siamo a tutti gli effetti europei, abbiamo la dignità di cittadini di un Paese fondatore e dobbiamo solo imparare a valorizzare le nostre risorse, risolvere i nostri problemi interni mal gestiti – e in questo l’Europa ha ragione -, e a rendere operative tutte le potenzialità e le eccellenze di cui Messina, la Sicilia, l’Italia, dispongono.

Ci sono dei progetti in previsione per il nuovo anno?

Le previsioni per l’ultimo mese del 2019 e il 2020 vogliamo aprire un dialogo con tutti i messinesi che risiedono nelle aree periferiche della città, spesso dimenticate dalla politica cittadina. Abbiamo in programma una conferenza stampa in cui presenteremo il nostro progetto messinese. Abbiamo in previsione un incontro, sempre a Messina, con Carlo Calenda. La programmazione non si esaurisce perché stiamo lavorando su un incontro con personalità internazionali di varie istituzioni, che ospiteremo qui in Sicilia. Saranno due incontri cruciali per porre all’attenzione i problemi e le opportunità di Messina, ma anche per fare della sana informazione con degli esperti del settore, che possano dare dei consigli riguardanti la formazione e le opportunità per i giovani per carriere internazionali al servizio dell’Italia, quindi sempre con un piede e soprattutto il cuore legati alla nostra terra.

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