
Ci sono notizie davanti alle quali non si può rimanere impassibili, non si può far finta di nulla e non sentire il cuore che esplode dentro il petto. Non si può accettare ciò che continua a succedere alle donne, OGGI.
Che senso ha parlare di 8 marzo, di Festa della donna, vedere il giallo della mimosa ovunque, organizzare incontri, convegni, QUANDO QUI ANCORA SI MUORE?
Mi vengono in mente le parole di una cara amica, Maria Andaloro, ideatrice della campagna Posto Occupato, quando dice che “la violenza è un problema culturale, la violenza è una responsabilità sociale”.
Una consapevolezza che ancora, purtroppo, OGGI hanno in pochi. Ci sentiamo così impotenti. OGGI sentiamo più che mai il nostro cuore farsi piccolo, per Alessandra, uccisa a Messina, e per tutte quelle donne che ancora continuano a morire MORALMENTE E FISICAMENTE.
Quella mimosa rigogliosa che vediamo campeggiare come simbolo della festa dedicata alla donna, oggi ha perso ancora una volta i suoi colori, oggi è appassita.
Oggi abbiamo appreso una di quelle notizie che non vorremo mai dare, oggi ci sentiamo sconfitti. Abbiamo perso un’altra volta. OGGI, dopo il mercoledì delle Ceneri, con il suo bellissimo Salmo 50 che recita “Perdonaci, Signore, abbiamo peccato” e che apre la Quaresima, OGGI che dovremmo ancora una volta soffermarci sul PERDONO. OGGI, che è 7 marzo, il giorno che precede quello che dovrebbe essere dedicato alla donna, alla sua bellezza, alla sua forza, alla sua intelligenza, al suo immenso e innato amore per la vita, al suo senso di famiglia.
In fondo l’8 è solo un numero, e la festa della donna è solo una convenzione: la donna dovrebbe essere amata e RISPETTATA tutti i giorni, ogni momento.
Ma non c’è e non potrà mai esistere nessuna “festa della donna”, se qui si continua a MORIRE.



