“La Prima Cosa Bella”: su RaiDue uno speciale per raccontare le storie di chi non si è fermato durante il lockdown

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Mentre metà della popolazione mondiale era bloccata a casa per impedire la diffusione del coronavirus, nelle strade delle nostre città c’è stato chi ha continuato ad andare al lavoro, rischiando tutti i giorni per garantire la continuità dei servizi, per portare soccorso, per consegnare cibo, per aiutare chi aveva bisogno, per consentire a tutti noi di rimanere al sicuro.

A loro è dedicato “La Prima Cosa Bella” lo speciale realizzato per raccontare il coraggio e le emozioni di chi durante l’emergenza Covid 19 non si è fermato e ha continuato a lavorare, che Rai2 propone venerdì 4 settembre alle 23. Girato nei giorni del lockdown, questo programma-evento ha dunque come protagonisti quei lavoratori che non hanno fatto soste.

Sei storie, sei diverse città italiane. Tra loro a Milano c’è Clelia, un’infermiera che si occupa dell’assistenza ai senza fissa dimora, ai quali, nel periodo della quarantena, ha anche insegnato a portare la mascherina, a igienizzare le mani e mantenere la distanza di sicurezza.

Fra i canali deserti e magici di Venezia si muove Michele che tutte le mattine esce alle 4 da casa per andare a caricare il pesce e portarlo al proprio banco nel mercato di Rialto: i clienti sono pochi, ma non si può chiudere perché non si riaprirebbe più.

Merlino è giovanissimo, fa il rider e anche durante il lockdown ha continuato a percorrere le strade di Firenze con la propria bicicletta per consegnare cibo a domicilio e portare qualche soldo a casa.

La quarantena non ha fermato i vigili del fuoco e così Franco, caposquadra di una caserma di Palermo, ha continuato il lavoro, anche quando un collega e amico è mancato a causa del coronavirus.

C’è Vincenzo, vice ispettore della Polizia, uno dei primi inviati a Codogno per vigilare nella zona rossa, e ancora Ciro, un fotogiornalista dell’agenzia Ansa, che conosce  ogni angolo di Napoli, perché fotografa la città da oltre 30 anni e riesce sempre a coglierne l’anima. 

I 6 protagonisti si raccontano alle telecamere dei videomaker che li seguono per le strade di città in cui il tempo si è fermato, si descrivono e ricordano com’era la vita prima che la pandemia la stravolgesse.

Per ciascuno, al termine della giornata, arriva il momento di pensare al futuro, a quello che si farà appena finita la quarantena, alla prima cosa bella da fare quando sarà possibile tornare a una vita normale: c’è chi non vede l’ora di riabbracciare i genitori, chi sogna un tuffo nel mare. Per tutti la speranza più grande è solo il veloce ritorno alla vita di prima.

Mai come in questo particolare momento, è importante rivedere le atmosfere cupe dei giorni del lockdown, perché la memoria di quel periodo alimenti  la responsabilità di ciascuno, perché tutti si torni a fare le cose belle che vogliamo, senza alcun rischio.

Fonte: www.rai.it

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One thought on ““La Prima Cosa Bella”: su RaiDue uno speciale per raccontare le storie di chi non si è fermato durante il lockdown

  1. Buonasera.
    Mi chiamo Martina e ho le lacrime agli occhi mentre guardo La prima cosa bella in onda questa sera su Rai due.
    Sembra quasi di poter toccare le storie raccontate, perché per quanto se ne dica, la realtà vera di ciò che è avvenuto passa attraverso chi ci ha messo le mani in prima persona.
    Grazie.
    Tuttavia sento il bisognoso dovere di portare alla luce il fatto che tantissimi assistenti sociali In tutta Italia non si sono fermati un attimo rendendo accessibili diritti e bisogni emergenti per tutti, per i più fragili.Ve ne prego, date voce anche a loro, anche a noi.
    Nelle retrovie succede di tutto, ma nel silenzio di chi ha In testa la voce di tutti (o quasi) i cittadini di intere città.
    Grazie
    MartinaTravia, assistente sociale.
    Comune di Rozzano (Mi)

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