“Senza distinzione di genere”: il nuovo programma di Rai Cultura sul rapporto tra donne e Corte Costituzionale

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Il lungo cammino verso la parità attraverso le tappe che hanno intrecciato la storia delle donne italiane con quella di un organo di garanzia che ha spesso fatto sentire la propria, autorevole voce: la Corte costituzionale, garante della nostra Carta costituzionale e dei diritti dei cittadini

Un’istituzione che, con i suoi interventi sulle leggi in vigore nel nostro Paese, ha contribuito allo sviluppo storico e giuridico della società italiana e che Marta Cartabia, neoeletta Presidente della Consulta e prima donna a ricoprire questo ruolo, racconta con la giornalista Stefania Battistini nel nuovo programma di Rai Cultura “Senza distinzione di genere”, in onda da questa sera, 23 gennaio alle 20.40 su Rai Storia.

A partire dalle sentenze della Corte costituzionale che hanno contribuito maggiormente a modificare la condizione delle donne nella famiglia, nel mondo del lavoro e nei rapporti sociali, lungo le sei puntate della serie, abbiamo inteso mostrare come lavora la Corte e come svolge la sua azione a tutela dei diritti dei cittadini, in particolare delle donne che tradizionalmente costituiscono una parte debole della società”, afferma la Presidente Marta Cartabia.

Con questo programma – aggiunge Silvia Calandrelli, direttore di Rai Cultura – abbiamo voluto fare ‘cultura’ delle Istituzioni, nello spirito del Servizio Pubblico, facendo conoscere al pubblico il prezioso lavoro della Consulta. Un lavoro fondamentale per la società italiana e per il ruolo che le donne, proprio grazie alla Corte, hanno potuto rivendicare e affermare come risorsa importante per lo sviluppo del nostro Paese, nella vita pubblica e non solo”.

Sei puntate – firmate da Alessandro Chiappetta, Fabrizio Marini, Marta La Licata e Chiara Morellato, con la regia di Graziano Conversano – che analizzano, in particolare, le sentenze che hanno inciso sui cambiamenti sociali, politici e civili legati alla vita delle donne a partire, nella prima puntata, dal pronunciamento che ha portato nel 1963 al via libera legislativo per l’accesso delle donne al concorso in magistratura. Un percorso non senza ostacoli, che ha avuto il suo culmine nel 1996, quando una donna – Fernanda Contri – è stata nominata per la prima volta giudice alla Corte costituzionale.

Nelle puntate successive, la serie analizza le sentenze e le leggi che hanno inciso sulla parità coniugale, sull’accesso alla politica e alle cariche pubbliche, su questioni come l’interruzione di gravidanza, la tutela della salute della donna e del bambino e quella delle donne oggetto di violenza. Ma si parla anche di carcere femminile e di riforme dell’ordinamento penitenziario che hanno avuto l’obiettivo di coniugare giustizia e salvaguardia della dignità umana, soprattutto per i soggetti più vulnerabili come le donne con i loro bambini. 

L’ultimo appuntamento, che si ricongiunge idealmente al primo della serie, è dedicato, invece, alle donne che, rivestendo il ruolo di giudici in varie corti nel mondo, si incontrano ogni anno alla Yale Law School, in Connecticut. Un momento di confronto importante che, tra gli altri argomenti trattati, consente di tenere alta l’attenzione sulle discriminazioni che le donne subiscono nelle diverse società e per continuare a discutere sul concetto di parità tra uomo e donna.

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