Enna. Confraternita di Maria SS. della Visitazione nella suggestiva via Mercato (Author Max Ponzi)
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Al via la Settimana Santa in Sicilia: ecco le manifestazioni più interessanti da andare a vedere          

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Nella settimana che conduce alla Santa Pasqua in Sicilia, cultura e folklore s’intrecciano e portano diverse comunità dell’isola a rivivere la storia del tradimento, della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo in differenti forme caratteristiche.

Ma quali sono le manifestazioni più particolari ed interessanti? Andiamo a passarle in rassegna.

Nei centri di Trapani e Caltanissetta, i festeggiamenti si protraggono per tutta la settimana. Nel centro della Sicilia occidentale, il martedì santo si svolge la processione del quadro della Madre Pietà dei “Massari”, che si congiunge nel pomeriggio di mercoledì con quello della Madre Pietà del Popolo. Dopo i “sepolcri” del giovedì, il culmine si ha con la famosa “Processione dei Misteri” del Venerdì Santo, allorquando una ventina di gruppi statuari sfilano a partire dal primo pomeriggio e fino a sabato mattina portati a spalla dalle maestranze che li fanno dondolare (Annacata) e ruotare verso sé stessi e verso bisognosi ed ammalati (Vutata).

Nel centro nisseno, invece, vengono rievocati diversi momenti: l’Ultima Cena con i discepoli nella Cattedrale (lunedì santo), il processo davanti Ponzio Pilato e il Sinedrio, nonché la crocifissione e deposizione di Cristo sulla gradinata panoramica di via Agostino Lopiano (Mortorio o Scinnenza, il martedì santo). Mercoledì santo si svolge la sfilata delle corporazioni artigiane con gli stendardi sotto la guida del Capitano della Real Maestranza, mentre all’ora del tramonto le Varicedde (19 piccoli simulacri) che rappresentano alcuni momenti della Passione di Cristo vengono fatte sfilare fino a notte fonda. Il Giovedì Santo è la volta invece dei “misteri”, altri 16 gruppi statuari che percorrono le vie del centro e poi si separano (Spartenza) in piazza Garibaldi prima di fare rientro in chiesa nel cuore della notte. La sera del Venerdì Santo viene portato in processione il Crocifisso del Cristo Nero, a spalla e a piedi scalzi, dai fogliamari (raccoglitori di erbe selvatiche), accompagnati dalle Ladate (lamenti in dialetto siciliano arcaico).

Per un periodo di tempo molto più lungo si snodano le manifestazioni che hanno luogo ad Enna, dove la Settimana Santa si apre la Domenica delle Palme e si chiude nella Domenica in Albis, cioè sette giorni dopo Pasqua. Il momento più importante è la sfilata del Venerdì Santo quando tutti i confrati, 2.500 figure incappucciate, percorrono il centro cittadino in rigoroso ordine e assoluto silenzio mentre vengono portati in processione i “Misteri” provenienti dalle sedici chiese, sedi delle confraternite, accompagnati dalle note di una banda musicale. Nella domenica successiva alla Pasqua, detta in Albis, i misteri vengono riportati nelle rispettive chiese dalle confraternite del Collegio del Santissimo Salvatore e del Collegio di San Giuseppe.

Caratteristica per il legame inalterato nei secoli con la cultura arbëreshë (albanese), di rituale greco-bizantino, è la Settimana Santa di Piana degli Albanesi (Palermo), connotata dai tipici costumi femminili i quali, risalenti al Quattrocento, vengono esibiti in corteo la domenica di Pasqua. Il Venerdì Santo, invece, si svolgono processioni con tipici canti funebri albanesi al suono di strumenti musicali in legno di origine bizantina.

Da Mercoledì a Venerdì Santo, il centro di San Fratello (Messina) diventa teatro della Festa dei Giudei: protagonista è proprio la figura del Giudeo, il flagellatore che ferì il Cristo al costato. Vestiti in maniera bicolore ma con una prevalenza del colore rosso (giubba, calzoni, cappuccio), con grosse lingue di pelle lucide, grandi bocche e due sopracciglia molto lunghe, i Giudei imperversano in tutto l’abitato disturbando le celebrazioni religiose (la processione delle varette con i Misteri della Passione di Cristo), con le loro corse e grida, il suono delle trombe e le arrampicate sui muri e balconi. Così assordano e impauriscono la gente.

Particolare è pure “il ballo dei diavoli” di Prizzi (Palermo), nel primo pomeriggio della domenica di Pasqua: la Morte – figura vestita con una tuta gialla, una maschera di cuoio a forma di teschio ed armata di balestra – si aggira per le strade accompagnata dai diavoli – in tuta rossa e con i volti coperti da mascheroni di latta -, finché in Piazza Barone non avviene lo scontro tra i diavoli e gli angeli sopraggiunti per riportare ordine, con la vittoria di questi ultimi, le campane a festa e il successivo incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna.

A Pietraperzia, nell’ora del tramonto del venerdì Santo, di fronte alla Chiesa del Carmine, intorno ad una trave alta più di 8 metri vengono annodate dai fedeli centinaia di fasce di lino (lunghe fino a 36 metri) e, ad inizio processione, un crocifisso viene posto sopra la trave con il passaggio (passamànu), cioè da una mano all’altra, dei confrati disposti a catena dentro la Chiesa del Carmine, i quali mentre pregano gridano la formula «Pietà e Misericordia, Signuri». Poi avviene l’alzata della croce con le fasce ed ai piedi del Cristo in Croce viene posto un globo a vetri colorati, a simboleggiare il mondo salvato da Cristo. La manifestazione è nota col nome di “lu Signuri di li fasci”.

Ma in tante località della Sicilia, nel giorno del Venerdì Santo, si svolgono diverse manifestazioni che vedono protagonisti i “Misteri”, statue che raffigurano vari momenti della Passione di Cristo, precedute o seguite dalla ricerca, da parte della Madonna, di Cristo. Come avviene a Palermo, dove ai Quattro Canti si incrociano le quattro processioni più maestose: la prima quella della confraternita dei cocchieri, la seconda quella dei panettieri, la terza quella degli artigiani palermitani devoti della Madonna del Lume e infine la vergine SS. Addolorata della Soledad; oppure a Messina, dove le Barette, in una tradizione risalente ai tempi della dominazione spagnola, rappresentano i momenti più significativi della vita di Cristo, dall’Ultima Cena alla Morte, Cristo che viene accompagnato morto in una bara dall’Addolorata.

Il giorno di Pasqua, invece, si tiene in vari centri la processione dell’”Incontro”, con la Madonna che dalle prime ore del mattino percorre le strade alla ricerca del Figlio risorto. L’incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto avviene in una cerimonia che vede la Madonna cambiare nell’aspetto e nell’abbigliamento oppure il volo di colombe, in segno di rinascita e resurrezione. Come avviene a Caltagirone, in Piazza Municipio, dove la Madonna depone il manto nero e abbassa tre volte la testa per rendere omaggio al Figlio, tra le urla di giubilo degli spettatori; e a Petralia Sottana (Palermo), al segnale di tre squilli di tromba, il Cristo Risorto e la Madonna si abbracciano tra la commozione generale dei fedeli con una cerimonia catartica.

Fede, emozioni, colori e bagni di folla si uniscono insieme per festeggiare la Solennità della Santa Pasqua in ogni parte dell’isola.

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