Cisl e Uil contro Musumeci: pensi a riformare gli uffici pubblici

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I Sindacati attaccano il presidente della Regione dopo la dichiarazione sull’80 per cento dei dipendenti «che si grattano la pancia». Il Sadirs contesta quindici promozioni: «Ci sono disparità di trattamento». Paolo Montera (Cisl Fp Sicilia): «La macchina del fango nasce dall’incapacità del governo. Saremo noi a fare una proposta»

Mentre la Regione annuncia che il primo settembre partiranno i confronti sindacali sulla bozza di riforma del comparto forestale, non si placa la polemica tra i sindacati e il presidente Nello Musumeci, dopo la dichiarazione sull’80 per cento dei dipendenti «che si gratta la pancia».

«Dei privilegi non sappiamo che farcene, ma sui diritti dei lavoratori non arretriamo di un millimetro. Sulla riforma della pubblica amministrazione regionale diremo la nostra e a settembre presenteremo una proposta», dice il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera, durante il Consiglio generale della federazione regionale. Un momento di riflessione sulla situazione politico-sindacale della Sicilia e sulla pubblica amministrazione dell’Isola che si è svolto alla presenza dei segretari generali della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio, e della Cisl Fp nazionale, Maurizio Petriccioli. Entrambi hanno offerto a Montera pieno sostegno e collaborazione per portare avanti un progetto di riforma a lungo termine. «Quello che sta accadendo in Sicilia – ha aggiunto – con il presidente della della Regione e l’assessore per la Funzione pubblica, Bernardette Grasso, che sparano a zero sui propri dipendenti, non ha eguali nel resto d’Italia. Verosimilmente, questa macchina del fango altro non è se non lo specchio delle incapacità del governo, che tenta di ritorcere contro i lavoratori la propria inconcludenza».

«Dire che l’80% dei lavoratori si gratta la pancia – afferma Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia – è falso e inutile. E serve solo a lasciare le cose come stanno. Al di là delle polemiche è evidente a tutti che c’è bisogno di riaprire un ragionamento sulle piante organiche della Regione. Con i pensionamenti degli ultimi anni e con quelli che si annunciano, la valutazione condivisa da tutti è che la macchina regionale è destinata a bloccarsi del tutto. Per questo bisogna agire in maniera veloce». Barone sottolinea l’esigenza di «identificare le figure professionali di cui c’ è effettivo bisogno» e «recuperare tra i dipendenti le competenze che già ci so no e che devono essere funzionali per un efficiente funzionamento della macchina burocratica. Centrale è quindi un grande piano di formazione e riqualificazione».

Il Sadirs interviene invece sulla promozione per i 15 dipendenti ex comandati del Parco dei Nebrodi, «che hanno ottenuto con legge e con effetto retroattivo – dice il segretario generale Fulvio Pantano – un riconoscimento giuridico e un trattamento economico superiore a quello dei dipendenti regionali in netta violazione di un’ altra legge regionale ancora vigente». Nessuna replica dall’amministrazione Musumeci.

Edgar Allan

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