“Ci si può innamorare senza sfiorarsi?”

E’ la domanda alla base del film in uscita il 21 marzo dal titolo “A un metro da te”. Un film che parla di FIBROSI CISTICA.
“Sarà un’occasione speciale per fare capire al grande pubblico la vera natura di una malattia senza volto, spesso molto difficile da riconoscere e perciò da capire” si legge sul sito della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.
Prodotto dalla casa statunitense CBS, il film racconta l’innamoramento visto da due ragazzi malati di fibrosi cistica ed è tratto dall’omonimo romanzo di Rachael Lippincott e diretto da Justin Baldoni, vede come protagonisti le teen star Cole Sprouse e Haley Lu Richardson, nei panni di Will e Stella, due diciassettenni che si innamorano a prima vista tra le corsie dell’ospedale in cui sono ricoverati.
I due, però, a causa della malattia, sono costretti a stare a una distanza di sicurezza di 2 metri. A ogni contatto, infatti, potrebbero trasmettersi batteri potenzialmente letali, o comunque in grado di minacciare l’andamento della cura che stanno seguendo. Nonostante questo, tra i due ragazzi nasce un legame profondo e scoprono che possono rimanere vicini anche senza sfiorarsi. Cresce così un sentimento che li aiuterà ad affrontare con più ottimismo il duro percorso che li attende.
Un percorso che forse molti non conoscono e che pochi possono capire se non viene vissuto da vicino. Proprio a questo scopo, durante le riprese il regista e il cast sono stati assistiti dalla Cystic Fibrosis Foundation US con il fine di fornire un ritratto più verosimile possibile della vita reale di un malato di fibrosi cistica.
Come è stato in passato per “Foreverland”, il film portato nelle sale italiane da FFC nel 2014, “A un metro da te” ha l’obiettivo di diffondere l’informazione sulla malattia e raccontare la forza che può nascere in un adolescente chiamato a combattere contro una malattia che ogni giorno cerca di distruggere i suoi sogni e le sue speranze per il futuro.



