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Governo italiano: l’Orizzonte Draghi

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Lo scenario iniziale

Sembrava che l’Italia avesse ritrovato la strada della rappresentanza politica, piuttosto che dover affidare le proprie sorti a una serie di Governi tecnici o a un susseguirsi pieno di incognite di Governo, così come accaduto nel corso delle ultime legislature.

Adesso, dopo quella che una fetta dell’opinione pubblica definisce “la pugnalata alle spalle di Renzi”, il Governo ha capitolato, lasciando dietro di sé una scia di malcontento o sollievo, secondo i diversi modi di sentire di detrattori o sostenitori del doppio Governo di Conte che, all’assenza di progetti per l’acquisizione di Fondi Europei fondamentali per la sopravvivenza italiana, l’aumento del debito pubblico e la mancanza di visione strategica per superare la crisi da COVID-19, ha opposto stoicamente un sentimento di unità nazionale.

Conte e Renzi

Il combattuto benvenuto a Draghi

Le dinamiche politiche hanno portato alla nomina di Mario Draghi quale Presidente del Consiglio incaricato di esplorare la galassia di partiti che costellano il Parlamento.

Chiare le intenzioni delle forze progressiste (+Europa, Azione) che supportano Draghi, così come Italia Viva, PD e Forza Italia, che accolgono favorevolmente la nomina dell’ex Presidente della BCE.

La Lega vuole andare al voto a maggio/giugno e fa pressione sull’approvazione dei suoi programmi storici (flat tax, mantenimento di quota cento, piano salute), rimanendo pressoché indifferente sulla nomina di Draghi o altri nomi.

Fratelli d’Italia anche favorevole al voto, rimanendo sulle posizioni iniziali di rispondere con l’opposizione.

Tutt’altro atteggiamento è assunto dai Cinque Stelle, con una spaccatura interna sul nuovo Premier. Una parte dei 5S, così come LeU, è fermamente contraria alla nomina di Draghi, mentre un’ala più moderata dei Pentastellati vede una possibilità nell’uomo del whatever it takes.

Effetto Draghi: pro e contro

La storia di Draghi è un incredibile cursus honorum, che lo ha portato dall’essere Governatore della Banca d’Italia alla Presidenza della BCE, dove ha evitato la speculazione sull’Euro e salvando di fatto l’Eurozona, rappresenta oggi una voce autorevole in Europa.

La scelta di Mario Draghi nelle prime ore dalla sua nomina ha prodotto un abbassamento nello spread a 105 punti, con un aumento del +2% di Piazza Affari, giocando da subito un ruolo determinante nella valutazionepositiva – che i mercati finanziari hanno fatto di un’Italia a guida “draghiana”.

La personalità di Draghi, non si può escludere, potrebbe anche rilanciare l’Italia nelle sedi decisionali europee, dove il peso del Paese aumenterebbe quindi in modo considerevole, oltre a trovare preziosi alleati in tutti i Governi europei che mantengano una visione europeista.

Mario Draghi

Se da un lato la nomina di Draghi rappresenta un fallimento per la politica italiana, costretta a ricorrere ancora una volta a un Governo tecnico o a uno di larghissime intese – come auspica il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella -, dall’altro le premesse rappresentate dalla nomina di Draghi potrebbero alimentare floride aspettative per il rilancio italiano, che potrebbe vedere nelle competenze, nella credibilità acquisita e nell’autorevolezza sullo scacchiere delle relazioni europee, una solida base su cui tentare di costruire un vero Governo del cambiamento, e più accorto, verso un’Italia che guardi a un proficuo confronto con l’estero e che adotti modelli economici sistematici per un vero rilancio del proprio comparto produttivo.

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