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Messina, la musica della poesia: quando le sirene tornano a cantare

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Giuseppe Corica, classe ’50, ha presentato ieri, nel Salone delle Bandiere del Comune di Messina, la sua ultima piacevole fatica letteraria: La Sirena dalle dita di cristallo.
Questa raccolta poetica è il quinto lavoro pubblicato dall’autore messinese, che ha all’attivo tre romanzi – La voglia di melagrana (2012), La terra in amore (2013) e Cogliam d’amor la rosa (2017) – e la raccolta di racconti Quando Antonio guardò il cielo (2015), tutti editi da Armando Siciliano Editore.

Alla presenza dello stesso editore Armando Siciliano e della relatrice, la prof.ssa Francesca Spadaro, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di farsi avvolgere dalla musicalità e dalla profondità dei versi dell’autore, oltre a passare un pomeriggio in compagnia di una delle penne più vivaci e talentuose della letteratura siciliana contemporanea.

«Sono molto legato al verso classico della poesia, perché è quello che riesce ad esprimere un proprio ritmo», spiega Corica, «la poesia, per me, è quella che fa uso di metafore, rime, e tutte quelle figure retoriche che rendono la poesia unica, la distinguono dalla prosa».
Molti appassionati di poesia potrebbero argomentare che questa forma artistica rappresenta sempre qualcosa di diverso in funzione del modo di sentire di ognuno, ma se volessimo capire anche solo in parte ciò che la poesia rappresenta per l’autore de La Sirena dalle dita di cristallo, ci accorgeremmo che «La poesia ha un connubio molto stretto con la musica, perché sono due espressioni artistiche che hanno camminato insieme sin dalle origini, quando si accompagnava la recita di un testo poetico con la lira, la cetra o altri strumenti», per poi concludere spiegando che «In fondo, la poesia ha una sua sonorità perché rappresenta la musica dell’anima»

E con la musica dell’anima di un autore, condivisa con un pubblico rapito dai temi e dalle parole di alcuni testi letti, si è concluso uno splendido evento, che ha rappresentato il baluginare della poesia, della bellezza artistica, in un Paese che sembra non riuscire ancora a valorizzare e riconoscere ciò che di bello viene ancora prodotto.

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