È previsto per giorno 21 dicembre, alle ore 17:30 in Piazza Unione Europea a Messina il flash mob delle #6000Sardine Messina
Si legge dalla descrizione dell’evento Facebook: “Chi vuole descriverci come un popolo impaurito, costruisce il consenso sfruttando una retorica aggressiva e provocatoria, chi pensa che la politica sia una sceneggiata, chi è convinto che tutto sia strumentalizzabile per qualche voto in più, deve sapere che esiste un’alternativa e dobbiamo attivarci, riprenderci le piazze e ribadire che nessun confronto politico sarà possibile se alcune condizioni democratiche non verranno assicurate”.
Il movimento delle Sardine sta vedendo amplificare la propria popolarità, contando ormai decine di eventi organizzati in tutta la Penisola.
L’azione delle Sardine ha spaccato in due l’opinione pubblica, tra sostenitori e detrattori che, ci è dato dedurre con relativa certezza, rimangono ancorati a una dicotomia politica destra-sinistra, comunisti-fascisti, e travisando o allontanandosi completamente dai problemi che affliggono veramente il Paese.

Volendo avanzare un’analisi critica del fenomeno delle sardine, il merito di questo movimento ha permesso di riscoprire il valore della piazza come luogo di incontro. In più, i precetti esposti dai coordinatori delle sardine, hanno l’indiscusso valore di de-politicizzare il dibattito, con riferimento specifico alla distanza da qualsiasi simbolo partitico.
I propositi di riempire la piazza senza un riferimento partitico configurano un’esperienza di politica vissuta nei suoi principi più basilari e puri, e quindi riportando al centro delle relazioni umane il dialogo libero da condizionamenti, il confronto aperto e non indottrinato, una disintossicazione da slogan, riportando al centro di tutto l’individuo con il suo spirito critico.
Questi elementi contribuiscono a elevare la condizione del singolo, restituendogli libertà decisionale, la possibilità di spogliarsi da ogni preconcetto. Il senso di appartenenza a una comunità troverebbe fondamenta più solide, perché l’individuo comprenderebbe di avere delle responsabilità che gravano sulle sue scelte e sulle sue opinioni. La piazza diventa elemento responsabilizzante, di ritrovamento delle propria autenticità, che può trovare riconoscimento proprio con i contatti con gli altri e con l’appartenenza a una comunità, che ne risulterebbe più solida, matura e veramente libera.
Tuttavia non si può negare che le critiche indirizzate al movimento non siano del tutto avulse dalla realtà. I messaggi condivisi tramite cartelli nelle piazze delle Sardine lasciano percepire il chiaro intento di neutralizzare la politica e la dialettica dell’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini, leader della Lega. In questo modo, il carattere di apartiticità viene irrimediabilmente meno, evidenziando una sorta di corto circuito nei propositi delle Sardine. Il loro obiettivo di colpire i populisti, limitatamente a Salvini, depaupera il messaggio che si scaglia contro ogni populismo, considerando anche che il Movimento Cinque Stelle, attualmente al Governo insieme al PD, è stato da sempre tacciato di essere portatore sano dello stesso modello. A maggior ragione, il fatto che Salvini non sia più al Governo indebolisce la stessa validità delle Sardine, che potrebbero essere considerate degli “avvoltoi”, visto che si accaniscono su una forza di minoranza che è stata schiacciata anche a livello politico dall’attuale maggioranza di coalizione al Governo.
Da non sottovalutare anche la mancanza di un manifesto programmatico con soluzioni concrete da presentare alle forze politiche all’interno delle istituzioni, per promuovere un cambiamento verso una presa di responsabilità nei confronti delle decisioni da assumere nelle opportune sedi per la salvezza dell’Italia.
La pecca che potrebbe generare la fine dell’esperienza delle Sardine risiede nella sua anima di semplice protesta, come un grido di piazza contro una determinata compagine politica, ma che, a lungo andare, senza promuovere un progetto alternativo su cui costruire qualcosa, rischia di rimanere solo questo: un grido che si estinguerà una volta passata la fibrillazione per la novità rappresentata da questa esperienza di piazza.

Per il momento, non si può fare altro che unirsi al coro, a qualsiasi evento che promuova un dibattito politico maturo e civile, che si faccia portavoce della necessità di ritornare ad una politica preparata, competente e responsabile, per agire in politica nella direzione di un cambiamento concreto, all’insegna della razionalità e del bene collettivo.
L’ultima parte della descrizione dell’evento delle Sardine a Messina è degno di nota, perché dovrebbe essere il punto di partenza da cui costruire una società che si regga saldamente sulle proprie gambe, senza l’ausilio di stampelle ideologiche o di slogan fini a raccattare consenso elettorale, ma con tutta la dignità che la libertà e lo spirito critico conferiscono a chi vuole e sa accoglierla: “Riscopriamoci parte di una comunità colorata, non violenta ma agguerrita”.




