Sicilia, ecco la nuova rete regionale dei registri tumori

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Si riorganizza in Sicilia la rete regionale dei registri tumori. Con proprio decreto, l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha recepito la normativa nazionale di riferimento e determinato un modello che finalmente corrisponde ai criteri organizzativi e gestionali della rete dei registri che fa capo al Ministero della Salute.

L’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza

Ecco alcune delle misure previste: le Aziende sanitarie provinciali o le Aziende ospedaliere da cui dipendono i registri tumori saranno tenute a garantire un’adeguata dotazione organica in grado di assicurare la qualità della rilevazione; il personale dovrà essere in possesso di una comprovata esperienza e competenza epidemiologica, ma anche nel campo della registrazione dei tumori.

Viene inoltre costituito il Centro di Coordinamento regionale con un comitato tecnico scientifico composto dai responsabili dei singoli registri. Con lo stesso decreto è adottato il regolamento per il trattamento dei dati personali e particolari, secondo lo schema concordato in sede interregionale che tiene conto delle indicazioni del Garante e l’obbligo di trasmissione dei dati da parte di tutte le strutture sanitarie. Gli standard di qualità dei dati devono corrispondere a quelli previsti in sede nazionale.

La rete siciliana dei Registri Tumori, coordinata dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale, attualmente copre la totalità della popolazione siciliana. L’isola si conferma prima regione per sorveglianza della malattia oncologica: raggiunge infatti la copertura del 100% degli abitanti, obiettivo della legge statale, contro il 70% circa delle altre regioni. In ogni comune dell’isola è assicurata la sorveglianza attiva da parte del registro tumori territorialmente competente.

Con il decreto, emanato per venire incontro alle legittime esigenze di tutela della salute pubblica rivendicate dai cittadini – ha detto Razza si rilancia l’azione che la Regione sta portando avanti nel potenziamento di tutti gli strumenti di sorveglianza epidemiologica sul territorio, siamo fieri che la Sicilia possa considerarsi all’avanguardia“.

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