
Stesso giorno del suo ottantesimo compleanno, stesso giorno della Festa dei defunti, stesso giorno in cui è morto Pier Paolo Pasolini. Sembra quasi che Gigi Proietti abbia voluto rendere opera d’arte anche il giorno della sua morte. Ma non c’è solo la data di morte ad accomunare Proietti e Pasolini.
Da sempre, il 2 novembre, amo recitare versi, “dirli”. Anzi, al ruolo del dicitore, negli ultimi tempi, mi sto affezionando in maniera particolare, credo sia una bella missione.
Gigi Proietti
Il 2 novembre del 2006, infatti, in occasione dell’anniversario della sua morte, Proietti davanti al sepolcro di Antonio Gramsci al Cimitero degli Inglesi, recitò i versi tratti da Le ceneri di Gramsci. Il destino ha voluto che Proietti morisse lo stesso giorno di Pasolini. Per questo crediamo che il miglior modo per celebrarli entrambi sia quello di riportare le parole con cui Proietti ricordava il grande scrittore morto 45 anni fa:
«Le Ceneri sono una grande testimonianza di impegno civile. Per celebrare il 2 novembre, giorno di riflessione e anche, se luoghi e tempi ce lo consentissero, di meditazione, non vedo miglior Parola. Pasolini, in questi versi, è in modo sconvolgente uomo di oggi. Le sua analisi, i suoi paragoni, le sue amarezze, sembrano strappati all’esistenza consapevole di chi, fra noi, si guarda intorno senza infingimenti, ma sentendosi parte del popolo. E non rinuncia alla speranza».
Gigi Proietti




