In TV: “Non mi lasciare”, con il fiato sospeso. Su Rai1 dal 10 gennaio in prima serata

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Al via la serie thriller in otto episodi con Vittoria Puccini, Alessandro Roia e Sara Felberbaum. Una storia tesa e realistica, che ha al suo centro il tema mai così attuale dei reati informatici e dei crimini contro l’infanzia. Un poliziesco che porta i protagonisti dalle calli e dai canali di Venezia fino alle nebbie del Polesine e che terrà lo spettatore incollato alla poltrona. La regia è affidata a Ciro Visco

Tra le profondità buie del deep web e la superficie dell’acqua della laguna, la serie scava negli abissi dell’animo umano unendo al mistero e all’azione l’indagine psicologica. “Non mi lasciare”, diretta da Ciro Visco, è una storia che ha al suo centro le emozioni, perché per combattere il più odioso dei crimini, quello contro bambini innocenti, c’è bisogno di amore, di cura, di fiducia. A prendere il pubblico per mano in questa storia ricca di colpi di scena, è il vicequestore Elena Zonin (Vittoria Puccini), una poliziotta che dietro l’ossessione per il suo lavoro nasconde un passato doloroso. Elena si ritroverà a dare la caccia a una pericolosa rete di criminali che adesca bambini in condizioni svantaggiate e li vende all’asta sul web. In questo viaggio presto capirà che i suoi nemici sono molto più potenti di quello che credeva. E che, per riuscire a portare un po’ di luce nell’oscurità, dovrà prima salvare se stessa. Elena vive e lavora a Roma, dove si occupa di crimini informatici e dà la caccia a una rete di pedofili responsabile del rapimento e della vendita sul web di minori. Quando viene ritrovato nella laguna di Venezia il corpo senza vita di un bambino, indaga subito sul caso, convinta che sia riconducibile alla più vasta inchiesta alla quale si dedica da anni. Per lei andare a Venezia significa anche tornare a casa, perché è da lì che è andata via misteriosamente vent’anni prima. Qui ritrova Daniele (Alessandro Roia), il suo grande amore di allora, ora diventato poliziotto come lei, e Giulia (Sarah Felberbaum), la moglie di Daniele, che un tempo era la sua migliore amica. Tra i tre si ricostruisce, passo dopo passo, lo stesso legame forte e caldo di una volta, ma con la malinconia del tempo passato, delle occasioni perdute e dei segreti inconfessabili che riguardano quei vent’anni che Elena ha trascorso lontana da loro. La protagonista si ritroverà stretta tra i ricordi e i luoghi della sua giovinezza, proprio mentre l’indagine porterà i poliziotti a scoperchiare un caso complesso e articolato. Un caso che finirà per coinvolgere nemici influenti e insospettabili, ponendo Elena e Daniele nell’occhio del ciclone di una missione senza precedenti e che metterà a repentaglio la loro stessa vita.

LA STORIA INIZIA COSÌ. Il cadavere di un ragazzino viene ripescato dai sommozzatori della polizia nelle acque della laguna di Venezia, porta sulle spalle uno zaino pieno di sassi, questo fa ipotizzare che si sia suicidato. Elena Zonin, vice questore del CNCPO (il centro nazionale per il controllo della pedopornografia) pensa che il ragazzino annegato sia vittima di una rete di pedofili che sta cercando di sgominare da anni. A Venezia, ad attenderla, c’è il vice questore aggiunto Daniele Vianello. L’autopsia conferma la tesi di Elena: non si è trattato di suicidio. Gilberto, questo è il nome del ragazzino, è stato ucciso da una dose di Ketamina che gli era stata iniettata soltanto per tenerlo tranquillo ma, essendo lui asmatico, gli è risultata fatale. Marta, la sorella di Gilberto, confida a Daniele ed Elena di aver scoperto che il fratello frequentava dei ragazzi più grandi di lui che avevano tutta l’aria di essere dei borseggiatori. Intanto, in una Casa Famiglia, a Treviso, Angelo un piccolo ospite, nasconde gelosamente un cellulare con cui scambia messaggi con una ragazzina di nome Elisa. Hanno deciso di fuggire insieme. I due investigatori, però, seguendo il messaggio dell’entusiasta Angelo scoprono chi è il suo vero interlocutore: non è affatto una dolce ragazzina, ma un uomo. Chi è che si nasconde dietro quella falsa identità?

I PERSONAGGI

DANIELE. Interpretato da Alessandro Roia, è l’ideologia, è la sicurezza delle proprie certezze, è un hombre vertical, un uomo tutto di un pezzo. Ha una sensibilità fuori dal comune che lo porta a empatizzare con il mondo circostante e con quello che vive. Ecco perché l’indagine sulla scomparsa del piccolo Gilberto e poi di Angelo, e tutto il mondo oscuro della rete che si riverbera su bambini innocenti, lo scuoteranno talmente in profondità da volergli far chiudere i giochi al più presto, utilizzando metodi non convenzionali, oltre la ragione e il buon senso. Il ritorno di Elena, la sua ex ragazza, il suo grande amore adolescenziale, mette in discussione il suo mondo. E quello di Giulia.

ELENA. Interpretata da Vittoria Puccini, rappresenta la parte conflittuale che sta in ognuno di noi. La sua vita oscilla tra il buon senso e l’istinto più profondo. In perenne equilibrio tra ciò che è giusto fare e ciò che può portare a casa il risultato, anche in modo non convenzionale. Le sue capacità di scandagliare l’animo umano sono talmente evolute da portarla a notare cose che sfuggono anche ad uno sguardo attento. Proprio per questo, durante gli interrogatori, durante le indagini, vede il non visto, sente il non detto, capisce il nascosto. Con la stessa genialità di uno Sherlock Holmes.

GIULIA. Interpretata da Sarah Felberbaum, è l’amore. Per la famiglia. Per la verità. Per la vita. Vive una vita semplice circondata dagli affetti, perché in fondo è quello che le serve per vivere bene, in serenità. Si è costruita un suo cantuccio, fatto dai suoi figli, da una bellissima casa, dagli amici, dalla piccola Stella, da Daniele. Il ritorno improvviso di Elena, la sua migliore amica ai tempi del liceo, l’amica con la quale ha condiviso le esperienze formative dell’adolescenza, sposta definitivamente il suo asse emotivo. Le certezze non sono più tali. Le sicurezze si annacquano nelle pieghe dell’indagine e nei moti dell’animo di Daniele. E qualcosa, in Elena, la colpisce e la spinge, da buona poliziotta, a indagare su di lei. E quando indaga sa essere efficiente e risoluta.

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