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Dopo la Salvezza… A casa nostra– Cronaca da Riace, il romanzo-inchiesta sui retroscena dell’accoglienza

Dopo il salvataggio in mare, cosa ne è dei migranti che sbarcano sulle coste italiane?

Questo è uno degli interrogativi a cui Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo cercano di dare una risposta in …A casa nostra – Cronaca da Riace (LaFeltrinelli Comics, 2019), il loro ultimo lavoro di graphic-journalism, giornalismo a fumetti, il prodotto di un’inchiesta sul campo in Calabria, negli sprar, a Riace, nello slum di S. Ferdinando.

Il nuovo lavoro è una prosecuzione naturale del caso precedente caso editoriale Salvezza (LaFeltrinelli Comics, 2018), sempre a firma dei due artisti siciliani, che per l’occasione si erano imbarcati a bordo dell’Aquarius, nave della ONG S.O.S. Méditerranée, impegnata nel soccorso dei migranti nel canale di Sicilia.

Copertina di Salvezza

Lo stile grafico con cui si presenta la nuova opera, …A casa nostra – Cronaca da Riace, riprende lo stile del prequel Salvezza, con una colorazione essenziale, dovuta alle necessità di riprendere all’istante tutte le vicende vissute e le testimonianze raccolte nel corso del viaggio-inchiesta. Solo alcuni tratti sono colorati, per segnalare ad esempio l’avvicinamento dall’esterno verso quella che è ritornata ad essere una zona d’ombra, dopo il relativo “fallimento” di iniziative benefiche (“modello Riace” di Mimmo Lucano e diverse iniziative sul territorio legate all’accoglienza e all’integrazione dei migranti) a causa dei vari decreti sicurezza che si sono susseguiti sotto l’egida dell’ormai ex governo gialloverde di Lega e Movimento Cinque Stelle, secondo quanto affermano con forza i due autori.

Copertina di …A casa nostra – Cronaca da Riace

La narrazione si sviluppa come una grande inchiesta a matite e acquerelli, divisa per capitoli tematici, ognuno dei quali è dedicato agli incontri con i protagonisti delle vicende post-approdo sulle coste italiane. Ci sono storie di riscatto personale dopo l’abbandono della propria vita, delle proprie abitudini e dei propri averi a causa di persecuzioni religiose; storie di fuga dalle guerre e di esodi nei deserti africani; storie di impegno civile da parte di italiani che, con l’immigrazione e la sua conversione in linfa vitale, hanno cercato di ripopolare aree depresse e dare un’opportunità di rinascita ai territori in cui si contano i tassi di malavita e disoccupazione più alti d’Europa.

…A casa nostra – Cronaca da Riace si configura come un’inchiesta, ma allo stesso tempo appare come un romanzo verista contemporaneo, in cui a una “politica del fare” a livello locale segue un collasso di quella progettualità attiva e benefica di cui l’Italia ha bisogno in questi periodi di crisi generalizzata. È dalle macerie in cui i calabresi, gli italiani, hanno visto tramutare le loro azioni umanitarie e professionali che nasce però la speranza per un rinnovato impegno, rinvigorito dalla forza della carta stampata dei due artisti siciliani di …A casa nostra. Bonaccorso e Rizzo riescono a dare voce a un’Italia che, nonostante tutto, cerca di non arrendersi, di resistere anche grazie alle opportunità offerte dal fenomeno delle immigrazioni, a fronte di sempre più massicci fenomeni di emigrazione di italiani all’estero.

Se con Salvezza i due autori avevano toccato delle corde molto delicate negli animi dei lettori, adesso sferrano un colpo ancora più forte all’opinione pubblica, trasportando il baricentro della narrazione lontano dal mare, locus nullius, quella zona di nessuno che appare tanto distante perché non vissuta direttamente. Adesso le vicende si svolgono in Calabria, che presenta luoghi simili a quelli che potrebbero celarsi anche al fianco del resto dei centri abitati d’Italia. Questo rende la materia trattata ancora più incandescente, focalizzando l’attenzione su ciò che avviene “a casa nostra”.

Al fianco della bellezza delle tavole e dei dialoghi perfettamente studiati dai due artisti, prende vita l’orrore partorito dai nostri giorni, in un ossimoro tra stile e realtà, che fa apprezzare questo libro per il piacere della sua arte e la crudezza della verità che racconta e a cui ci mette di fronte.

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