Green Deal Europeo: l’Europa dal volto sostenibile

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Il Green Deal Europeo fissa al 2050 l’anno della completa conversione al green, contrastando in modo efficace il climate change, e rispondendo anche alle necessità che sono state osservate durante il lockdown dettato dal COVID-19.

Il progetto di ripresa europeo ha infatti osservato come il lockdown abbia inciso contestualmente e in maniera proporzionale sia sul comparto economico (con una battuta di arresto e un calo nei trend di produzione) sia sull’ambiente (con statistiche positive dovute alla mancata emissione di CO2).

La Commissione Europea, su sollecitazione del Parlamento Europeo, ha presentato il piano per la ripresa, “Next Generation EU”, destinando somme pari a 750 miliardi di euro. Il piano prevede un progetto a lungo termine per il passaggio a un modello ecosostenibile del comparto produttivo europeo, bilanciando gli interessi della crescita economica con la necessità di salvaguardare e valorizzare il patrimonio ecologico europeo.

I primi passi da attuare si riferiscono alle varie proposte presentate dalla Commissione Europea, tra cui il piano di investimenti del Green Deal europeo presentato a gennaio 2020, che prevede un sistema per attrarre investimenti pubblici e privati per varare la transizione al verde. A marzo 2020 è seguita la proposta della legge europea sul clima, con un quadro normativo il cui obiettivo è abbattere le emissioni. Nello stesso periodo è stata presentata la strategia industriale per l’Europa, rivolta a potenziare le piccole e medie imprese sul piano dell’innovazione, della sburocratizzazione e della facilità di accesso ai finanziamenti.

Tra gli altri obiettivi della Commissione vi sono l’implementazione di un piano d’azione per l’economia circolare (con proposta presentata a marzo 2020), per puntare alla riduzione dei rifiuti e al consumo sostenibile e la creazione di un sistema alimentare sostenibile, con la strategia ‘dal produttore al consumatore’, presentata a maggio 2020, per ridurre l’impatto dei gas serra e garantire un “sistema alimentare equo, salutare e ecosostenibile”, sostenendo i produttori che decidano di disincentivare l’uso di antibiotici, pesticidi e fertilizzanti, privilegiando invece l’agricoltura biologica. Ultimo progetto presentato a maggio 2020 riguarda il contrasto alla perdita di biodiversità: l’UE promuove l’aumento delle aree protette, azioni di riforestazione e tutela degli impollinatori.

Come sottolineato nei siti ufficiali, “Il Green Deal europeo è la nostra tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE. Realizzeremo questo obiettivo trasformando le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici e rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti.

In un’ottica di crescita condivisa, la stessa UE si farà promotrice del “meccanismo per una transizione giusta”, che contribuirà a fornire adeguato supporto a tutte le aree maggiormente colpite dalla crisi economica discesa dal COVID-19 o da criticità ambientali.

Le azioni promosse dall’UE avranno quindi le finalità di investire in tecnologie, introdurre forme di trasporto pubblico a basso impatto ambientale, decarbonizzare il settore energetico e collaborare con partner internazionali per supportare azioni congiunte per il contrasto all’inquinamento e per la salvaguardia dell’ambiente.

Antonino Mangano

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