L’ultima novità targata Vaticano è VatiVision, una piattaforma streaming sullo stile di Netflix.
I contenuti proposti da VatiVision si sostanzieranno in serie tv, film e documentari a carattere religioso, artistico e culturale, che saranno diffusi a livello mondale.
VatiVision sarà gestito da due aziende bergamasche, Vetrya (25%) e Officina della Comunicazione (75%).
La notizia denota la necessità del Vaticano di imprimere una svolta nella sua presentazione verso il vasto pubblico. L’interesse per un processo di “svecchiamento” che passa dal canale digitale era stato già avvertito con l’apertura di un canale social di papa Francesco su Twitter, ad oggi ancora molto attivo.
L’innovazione del Vaticano potrebbe essere un ottimo veicolo per portare i valori cattolici sul piccolo schermo. Non si può negare che VatiVision potrebbe anche dimostrarsi un prodotto fruibile e gradevole per i meno praticanti, operando un’apertura verso la diffusione di conoscenza circa il complesso culturale collegato alle radici cattoliche dell’Europa.
L’apertura del Vaticano a un “dibattito multimediale” con correnti di pensiero diverse, operato in modo naturale dallo spirito critico degli spettatori, sarebbe un ottimo stimolo per discutere sui temi del dialogo tra religioni, dell’integrazione multiculturale e multi religiosa.
Con ogni probabilità VatiVision non acquisterebbe la serie di film tratta dai romanzi di Dan Brown (Il Codice da Vinci, Angeli e Demoni e Inferno), ma i prodotti potrebbero rivelarsi interessanti e, perché no?, costituire un ottimo intrattenimento, complementare a Netflix e alle piattaforme di streaming per quanto riguarda le tematiche maggiormente connesse alla religione.




