Ritiro della patente per l’uso del cellulare: la proposta della Polstrada

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Un nodo irrisolto che è emerso in audizione alla commissione Trasporti della Camera. L’utilizzo del cellulare mentre si è alla guida è ormai un’abitudine consolidata per molti. Poiché lo smartphone, al giorno d’oggi, si può definire, tra gli altri mezzi di comunicazione, come un affermatissimo prolungamento delle facoltà umane (richiamando il concetto sociologico espresso da McLuhan), siamo soliti rispondere alle telefonate e chattare tranquillamente, se non consultare la home di Facebook o le storie di Instagram, mentre siamo al volante, come se l’avessimo sempre fatto, sicuri di avere la situazione sotto controllo.

Un rischio del quale non ci rendiamo conto e che invece rappresenta la principale causa degli incidenti stradali. Lo ha sottolineato, in particolar modo, Santo Puccia, primo dirigente della Polizia stradale, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. 

Come viene riportato dall’agenzia Ansa, Puccia ha affermato che “l’uso improprio di smartphone e altri dispositivi è la prima causa di distrazione. Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo”. 

Dunque, la proposta è il ritiro della patente. Oggi, vige la sospensione della patente, solo in caso di recidiva e, secondo quanto afferma Puccia “ciò si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza. La modifica normativa che pone la possibilità di procedere alla sospensione e quindi contestualmente al ritiro della patente già alla prima violazione – ha sottolineato ancora il primo dirigente – è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione e per educare in maniera più efficace gli utenti della strada“.

Puccia ha poi ricordato come ormai esistano sul mercato auricolari e dispositivi di vivavoce assolutamente accessibili e auspica che questo provvedimento possa portare buoni frutti come il meccanismo della patente a punti. 

Il dirigente della Polstrada ha chiesto inoltre una modifica al Codice per quanto riguarda il contrasto all’abuso di sostanze stupefacenti e cioè la “possibilità di perseguire chi è stato trovato positivo ma non in stato di alterazione alla guida in modo da sottoporlo a verifica da parte delle commissioni competenti” e un’altra modifica, cioè quella relativa ai mille etilometri in forza agli organi di polizia. “Attualmente – afferma ancora Puccia, come reso noto dall’Ansa – le visite periodiche per questi strumenti vengano fatte presso due soli centri del ministero dei Trasporti a Roma e Milano che non riescono a smaltire il gran numero di attrezzature da controllare. Accade così che per lunghi periodi le forze di polizia non possano usarli perché fermi in attesa delle visite periodiche“.

Antonella Trifirò

Giornalista pubblicista, appassionata di lettura e scrittura in tutte le forme. Scrivere per vivere e raccontare.

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