Sanremo 70, Benigni emoziona con il “Cantico dei cantici” ma è per pochi

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Quanti di voi conoscevano il testo interpretato da Benigni? Il Cantico dei cantici è contenuto nella Bibbia e stupisce per il suo riferimento esplicito all’amore fisico

Molti avranno probabilmente vissuto con noia l’intervento di Roberto Benigni al Festival di Sanremo in questa terza serata.

Ospite molto atteso, specialmente nelle parole di Amadeus, Roberto Benigni ha infatti portato sul palco il Cantico dei Cantici, uno dei libri della Bibbia ebraica che fa parte della terza classe, detta dei Kethūbhīm o Agiografi, e precisamente di quel gruppo dei cinque più brevi scritti: i Cinque Rotoli (Mĕgilloth) o Volumi.  Per un approfondimento molto dettagliato si rimanda all’analisi sul sito Treccani.

Il contenuto di questo libro è fra i più originali e, si direbbe, fra i più inaspettati della Bibbia: parla infatti esclusivamente di amore” si legge nella pagina dedicata su treccani.it. I due interlocutori principali del Cantico vengono indicati coi nomi di Sposo e di Sposa.

Benigni, in merito al testo biblico in questione, si è reso attore protagonista di un’esegesi che, un po’ per l’orario (seppure non tardo rispetto alle prime due serate) un po’ per una certa dose naturale di indolenza che fa parte di molti, probabilmente non è stata compresa e apprezzata. Benigni, tornato all’Ariston per il Festival dopo 9 anni, ha definito il Cantico dei cantici come “la più bella canzone d’amore“.

Con il Cantico dei cantici la violenza scompare e si scopre l’amore, la dolcezza, frammento d’infinito. Il Cantico” afferma Benigni, inneggiando alla bellezza dell’amore senza alcuna distinzione di sorta “rappresenta tutte le coppie che si amano, l’uomo che ama la sua donna, la donna che ama la sua donna, l’uomo che ama il suo uomo“.

Molteplici, come già detto, i riferimenti erotici nel Cantico dei cantici e diverse le sue interpretazioni, copiosa la letteratura che ne è scaturita nel corso dei secoli. Le varie esegesi sono state raggruppate in tre grandi classi: interpretazione naturalistica, interpretazione tipica e interpretazione allegorica.

Quello di stasera è stato un momento di alta cultura, forse non compreso da molti spettatori. Poiché è impegnativo seguire un intervento come quello di Benigni in un momento storico in cui si trascura la lettura. A che serve l’approfondimento di testi del genere quando con un tocco sullo smartphone possiamo avere potenzialmente tutte le informazioni che ci servono? E’ questo il dato che emerge a una prima, cruda, analisi realistica dell’interesse che questo momento del festival abbia potuto suscitare. L’immediatezza della rete ci fa perdere la bellezza dello studio, degli interrogativi che risvegliano il nostro intelletto.

Ma, per molti, invece, questo alto momento di cultura ha raggiunto l’apice delle emozioni e, indubbiamente, resterà come uno dei momenti più belli del festival. Di tutta l’affascinante declamazione di Benigni ci piace riportare i versi più intensi dedicati all’amore:

Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio perché forte più della morte è amore, passione più potente degli Inferi. I suoi dardi sono dardi di fuoco, sono fiamme di un Dio, le acque dell’Abisso non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Chi darà tutta la sua vita per amore la salverà e non la perderà!

Cantico dei Cantici

Per rivedere Roberto Benigni al Festival di Sanremo ——> https://www.raiplay.it/video/2020/02/sanremo-2020-roberto-benigni-il-cantico-dei-cantici-99002db8-7f1c-4266-88d6-489da47261a0.html

Antonella Trifirò

Giornalista pubblicista, appassionata di lettura e scrittura in tutte le forme. Scrivere per vivere e raccontare.

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