Social vs Copyright, postare una foto annulla il diritto di possesso

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Vi siete mai chiesti cosa succede quando scattate una foto e la condividete su un social? Generalmente si pensa a una didascalia ad effetto, al filtro migliore, all’hashtag acchiappa like, e poi si preme pubblica, sperando nel maggiore numero di like possibili e chissà, magari ad un avvio da carriera di influencers… Si affida la foto ai followers, a quelli di passaggio, all’etere. Ma ci chiediamo mai che fine fanno le foto che pubblichiamo?

Ponete il caso di essere una persona x, siete dei fotografi, e come tutti scattate foto da condividere sul vostro profilo social. Cosa fareste se per qualche tempo la vostra foto, non legata ad alcun lavoro, venisse usata senza che qualcuno abbia minimamente chiesto il vostro permesso? Come vi sentireste se scopriste che qualcuno se ne è appropriato?

Non sapremo come vi sentirete voi, di sicuro si sa come si è sentita Stephanie Sinclair, fotografa famosa oltre Oceano per i suoi reportage sul Time Magazine e il New York Times. Facciamo un salto indietro.

Nel 2018, Stephanie Sinclair scopre che su Mashable era stata usata un’immagine estrapolata dal proprio profilo Instagram, e l’editore della testa non aveva ritenuto necessario citare la fonte ne avvisare la diretta interessata della foto gentilmente “presa in prestito”. Una volta citato in giudizio, l’audace editore afferma che sì, ha preso l’immagine, semplicemente estrapolandola tramite il codice di incorporamento (embedding in gergo tecnico); a suo dire, non aveva leso nessuno ma aveva simpaticamente proposto una ricompensa di 50 dollari per la Sinclair. Ma si sa che la strada dei diritti e del rispetto difficilmente incrocia quella del denaro, quindi la Sinclair non si piega, e la vicenda prosegue (anche in America hanno problemi di tempi in tribunale).

Ad onta, anche la beffa, e in piena pandemia (che la giustizia non conosce sosta) il giudice del Southern District di New York Kimba Wood ha deliberato che il fatto non sussiste perché qualsiasi lettore della testata era in grado di conoscere la provenienza della foto, e che per di più la stessa foto era già stata pubblicata precedentemente proprio sulla piattaforma dalla quale era stata presa. Il fatto non sussiste, e per di più la colpa è della Sinclair, rea di aver postato.

Come ricordato in tribunale, al momento della sottoscrizione e successiva apertura di un proprio account su Instagram, il social network (di proprietà da anni di Mark Zuckerberg, CEO e proprietario di Facebook e WhatsApp) presenta una clausola nella politica e nei termini della privacy che implica l’autorizzazione alla condivisione senza alcun infrazione alle leggi del copyright: i contenuti sono pubblici, ha affermato il giudice, e poiché il social lo prevede, sono condivisibili da persone terze senza richiesta di autorizzazione, a meno che il profilo non sia privato.

Prima di questo clamoroso verdetto, a lungo si è dibattuto sulle leggi del copyright delle immagini, che senza alcuni accorgimenti, sono di tutti, una volta postati sui social. Come dimenticare la clausola di Facebook, che fece scalpore quando venne scoperta, in cui il social affermava che una volta che le immagini erano state postate sulla propria piattaforma appartenevano ad esso e non più all’utente che aveva pubblicato?

E’ difficile immaginare cosa capiti ad una foto, quando guardi i profili social, Instagram in particolare, di brand, ambassador e influencer: si pensa alla perfezione della foto, al numero dei like e magari alla sponsorizzazione segnalata (quando è segnalata), e ci si lascia affascinare. Questo sentimento, che spinge a voler emulare la foto e l’eventuale successo, fa completamente dimenticare che mentre i primi sono consci di aver ceduto parte della loro immagine ad enti terzi (con cui poi stringono eventuali lucrose partnership), il popolo dei followers pubblica e cede se stesso, non sapendo dove vadano a finire le proprie foto né per quale utilizzo verranno impiegate.

Condividere è bello, sì, ma fino a che punto?

Cristina Izzo

Press Office, Press Reviewer, Web Content Creator, Collaborator for LaTuaNotizia,

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