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Villafranca Tirrena: Nadia Terranova dice “Addio fantasmi”

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Nadia Terranova, autrice messinese che ha esordito nel 2015 con il romanzo Gli anni al contrario (ed. Einaudi), ha presentato ieri nell’Aula Consiliare del Comune di Villafranca Tirrena il suo ultimo romanzo, Addio fantasmi (ed. Einaudi, 2018), finalista al Premio Strega.

Intervistata dalla prof.ssa Anna Ilacqua, che ha organizzato l’incontro al fianco della LUTE di Villafranca Tirrena, l’autrice ha parlato di tutto il mondo di emozioni provate nel corso della stesura dell’opera, ma anche dei sentimenti che possono accomunare tutti, lettori e autori, nell’approcciarsi a situazioni trasposte nei romanzi.

Nonostante la contestualizzazione geografica messinese, in realtà, spiega l’autrice, il romanzo è un viaggio introspettivo nelle angosce della protagonista Ida che, ritornando nella terra di origine, si ritrova ad affrontare ferite che si riaprono a contatto con l’ambiente della sua infanzia, quando si è verificato l’evento che l’ha profondamente segnata: la scomparsa del padre. Questa scomparsa non è un eufemismo per indicare la morte, ma si concretizza nella vera e propria scomparsa del padre, il suo allontanamento da casa.

Questa mancanza segnerà l’intera vita e l’ambito delle relazioni affettive di Ida che, ritornata a Messina per assistere la madre nei lavori di ristrutturazione della casa natale, cercherà di dimenticare e scollarsi una volta per tutte dal ricordo della scomparsa del padre.

Quando le si chiede come lavora ai suoi romanzi e cosa pensa di questo genere, la Terranova spiega che «Ogni romanzo parla del romanzo stesso. I romanzi non pongono tesi, non parlano di certezze come dei saggi, perché, molto più spesso, pongono e servono a porsi domande».

Il romanzo attraversato dalle incertezze, dalle paure sulla capacità di lasciarsi dietro e di risolvere delle situazioni ancora aperte con i propri fantasmi, lascia la porta aperta a una riflessione dell’autrice sul suo modo di percepire la letteratura e sul modo con cui vive la sua attività di scrittrice: «Le sensazioni di depressione e sparizione sono inscindibilmente legate in questo romanzo. Avevo paura di entrambe. Proprio perché le temevo ho deciso di scriverne, perché ogni volta che ho paura di qualcosa la scrivo, per affrontare i miei timori»

Per lasciare la curiosità ai lettori, saranno evitati gli spoiler, ma l’incontro con Nadia Terranova ha lasciato aperta la porta a un sentimento di speranza per il futuro, di fede nella forza di risollevarsi da tremende cadute e nella possibilità di ricucire le ferite ancora aperte, permettendoci di salutare, per sempre, i fantasmi che infestano i nostri pensieri, la nostra vita.

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