Strumento di comunicazione, di popolarità, di condivisione. Tutto si può dire, ma non che i social non siano versatili. In pieno lockdown sono stati il palcoscenico per concerti, interviste, videochiamate, luoghi di solidarietà e raccolta fondi. Social Network, appunto, capaci di fare quanto il loro nome dice, mettere in relazione le persone, concetto che un po’ si era perso tra filtri bellezza, immagini ritoccate e stili di vita farlocchi.
Il social come piattaforma di condivisione piace, a chi compra e a chi vende, e la moda questo lo sa bene. Anche se è arrivata una nuova fase dell’emergenza sanitaria, metter su una sfilata è troppo pericoloso, meglio quindi affidarsi ad appuntamenti digitali, aperti sia agli addetti ai lavori sia al pubblico. Una moda davvero democratica ed inclusiva? Parrebbe di sì, e si comincia con il social per immagini per eccellenza: Instagram. Il social del gruppo Facebook ha recentemente presentato la sua guida pratica shopping e sfilate virtuali.
Ogni brand potrà creare i propri stickers, oltre che i countdown, per creare attesa nel proprio pubblico in vista della sfilata: l’evento verrà trasmesso in diretta sulla IGTV, come già alcuni brand facevano prima dell’emergenza, e proprio sulla IGTV arrivano le più grandi novità, come badge digitali che i follower possono acquistare tramite Instagram Live, esperienze di Live Shopping, che consente ai creatori e ai marchi di taggare i prodotti durante i propri video, e infine l’espansione di Brand Collabs Manager, che aiuta i creatori a trovare potenziali brand partner. Tra i contenuti più quotati per i fashion shows, molto spazio avranno certamente i backstage, dove gli addetti ai lavori potranno mostrare delle chicche e raccontarsi, come è successo alle ultime sfilate milanesi con L’Orèal Professionel.
Partecipare ad una sfilata dal vivo è sempre un’emozione, sia che ci si sieda in prima fila, sia che si stia in standing: il cicaleccio prima della sfilata, l’attesa, e poi… le luci che si abbassano per una frazione di secondo prima di essere sparate a mille per illuminare la passerella, la musica che parte e la magia della creatività che va in scena. Sono emozioni potenti, difficilmente replicabili con uno smartphone (ci sarà un motivo se la gente fa di tutto per essere ad una sfilata e non guardarla soltanto sul proprio smartphone), ma almeno per un po’, la magia passerà da uno schermo.




