Lo Shopping online era considerato la prossima e unica frontiera per gli acquisti: prima di questa emergenza sanitaria vantava incassi da record e numeri da capogiro in termini di visite. La pandemia potrebbe solo accelerare un processo già avviato eppure non tutti i brand sembrano pensarla così. E’ il caso di Primark.
La catena di fast fashion irlandese aveva già da tempo dimostrato il suo disinteresse per la vendita online, reputandola non necessaria e non in linea con la consumer experience che i propri negozi offre; il servizio “a domicilio” attivato da altri brand, neanche a parlarne. Una linea intransigente che non sta venendo meno durante questa emergenza: dal brand infatti fanno sapere che le decisioni riguardo a un possibile sbarco online verranno prese al momento opportuno, non certamente durante una pandemia che capita una volta ogni cent’anni. Un pensiero positivo, quello di reputare l’emergenza Covid19 assolutamente irrilevante per cambiare le proprie strategie di vendita, eppure i numeri parlano chiaro.
L’ultimo store Primark ha chiuso il 22 Marzo, e se gli incassi prima ammontavano a oltre 700 milioni di euro, il saldo attuale piange miseria, e si ritrova con un solo 0 (e basta). Quando potranno riaprire, i negozi Primark dovranno garantire tutti gli standard di sicurezza di cui si discute al momento, il che comporterà meno shopping e introiti inferiori, ma anche questo non turba Primark. E mentre qualcuno già si chiede che fine farà il personale, è lecito pensare che il brand irlandese abbia tutta un’altra strategia di business: sbarcare online quando dovrà svendere la propria merce per pagare il suo default.




