«Mi pare di capire che a Sanremo, quest’anno, trionferà la filosofia dell’andrà tutto bene. E invece non è andato bene un bel niente». Parla senza peli sulla lingua Godano, intervistato da Mattia Marzi per il Messaggero a proposito dell’attuale dibattito legato a Sanremo.
«A SANREMO NON C’È SPAZIO PER PROGETTI COME IL MIO»
«Centinaia di lavoratori stanno attraversando grandi difficoltà economiche.
Ma da parte dell’opinione pubblica non sembra esserci alcuna forma di sensibilità nei confronti di una dimensione musicale diversa dal cosiddetto “mainstream”: a Sanremo avrei portato questo tipo di istanze, con un certo approccio. Invece lì non c’è spazio per progetti come il mio».

Cristiano Godano aveva presentato un brano da solista al Festival, ma non è stato accettato. Una bocciatura che però sembra quasi consolatoria: stare sul palco lo avrebbe fatto sentire un privilegiato, provocandogli disagio nei confronti dei colleghi a casa.
IPOCRISIA E INCAPACITA’ NEL RICONOSCERE LA DIMENSIONE DEL PROBLEMA
Secondo l’artista vi è molta ipocrisia e anche un’endemica incapacità nel saper riconoscere la dimensione del problema. Il tutto legato al non voler rinunciare ai milioni che l’evento genera». Parlare di Sanremo della rinascita? «È una forma di rassicurazione che non mi piace. Noto da parte di chi sta lavorando al progetto una certa ostinazione nel voler tenere in piedi a tutti i costi il Festival nonostante le oggettive difficoltà legate all’emergenza. In nome di cosa? Della tradizione? Mi fa arrabbiare»



