Il Traditore in prima serata su Rai Uno

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La storia dell’uomo che per primo consegnò le chiavi per avvicinarsi alla Piovra, cambiando così le sorti dei rapporti tra Stato e criminalità organizzata.

Andrà in onda in prima serata su Rai Uno lunedì 24 maggio il film di Marco Bellocchio che racconta la storia del primo grande pentito di mafia, Tommaso Buscetta, il boss dei due mondi, “Il Traditore”, interpretato da Pierfrancesco Favino, è un racconto fatto di violenze e di drammi, che inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione di Buscetta in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxiprocesso alla mafia.

“IL TRADITORE”: UN FILM REALIZZATO SECONDO UNA PROSPETTIVA INEDITA E MAI STUDIATA PRIMA

“Il traditore” – si legge nelle note di regia di Marco Bellocchio – racconta di un uomo, Tommaso Buscetta, che tradisce “Cosa nostra” convinto che non sia lui a tradirla, ma i Corleonesi, i rivali del suo schieramento, che sterminando tutti gli avversari si sono impadroniti dell’organizzazione criminale. Perciò non si sentiva né uno spione, né un traditore, né un infame, proprio perché lui, Buscetta, è rimasto fedele a una società mafiosa dai nobili principi che si batteva in difesa dei deboli, dei poveri e che ora non c’è più. Lo dice, lo ha scritto tante volte: lui ha tradito la sua famiglia mafiosa, perché questa ha tradito lui. Questa è la sua tesi insomma, per cui non si considera un traditore. La sfida del film è proprio questa: rendere un personaggio duplice, forse triplice, senza altarini né condanne. Si tratta di fare un film – una volta si sarebbe detto un film aperto, ora è un aggettivo che non si usa più – che, come il proprio protagonista, sia complesso e affascinante.

UNA STORIA CHE SI SVOLGE NELL’ARCO DI MOLTI DECENNI

Il tradimento di Buscetta non è spontaneo, è in qualche modo costretto a tradire, per la propria sopravvivenza e della sua famiglia. Tale scelta lo costringerà ad una vita da esule, recidendo di fatto tutte le radici con il proprio passato. Questo l’ha in qualche modo sinceramente addolorato, perché in fondo è là che voleva tornare (la “sua” Sicilia, “il gelato a Mondello”…), e non è mai più potuto tornare. È dovuto stare sempre lontano, per difendere la propria vita. In qualche modo c’è riuscito, ma al prezzo di una “prigione permanente” (lui che aveva vissuto tanti anni in tante prigioni reali). A questa scelta sarà fedele fino alla morte, naturale, nel suo letto, come voleva che avvenisse. Sarà la sua vittoria.
Il film svolge questo tema nell’arco di molti decenni della vita di Buscetta, perciò la difficoltà, essendo un film e non una serie, di condensare i fatti, le azioni determinanti nel tempo di un film, procedendo per salti.

Il film era stato presentato in anteprima mondiale in concorso alla 72ª edizione del Festival di Cannes. Ha vinto sette Nastri d’Argento e sei David di Donatello, tra cui quelli come miglior film , miglior regista e miglior attore protagonista.

IL CAST DE “IL TRADITORE”

Del cast di attori, oltre a Pierfrancesco Favino, fanno parte anche Nicola Calì, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Nunzia Lo Presti e Fausto Russo Alesi.

S.C.

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