Sette capolavori perduti rivivono grazie alla tecnologia

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Van Gogh, Vaso con 5 girasoli_Low Res

Sono sette. Otto con la Natività del Caravaggio di cui è già stato realizzata la “ri-materializzazione” in altissima definizione, che ha preso il posto della tela rubata all’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, una notte di cinquant’anni fa.

E proprio in occasione dell’anniversario del furto – nell’ambito delle manifestazioni di Caravaggio50 organizzate dagli Amici dei Musei Siciliani perché non diminuisca mai l’attenzione sulla sicurezza delle opere d’arte –una mostra racchiude in un unico museo, sette riproduzioni digitali di altrettanti capolavori inestimabili di cui si sono perse le tracce. Non necessariamente per furti, anzi: ognuna di queste tele possiede una storia altrettanto straordinaria che Sky Arte ha raccolto in una serie di documentari che ha ottenuto un importante riscontro di pubblico.

Ogni dipinto è un tassello d’arte ma, nello stesso tempo, è un capitolo di storia contemporanea: mentre raccontano la loro vicenda, i capolavori di Van Gogh, Vermeer, Monet, Sutherland, Klimt, Marc e de Lempicka – perduti per sempre – ritornano alla luce grazie alle più moderne tecnologie.

Il lavoro di ri-materializzazione è firmato dal team di storici, artisti, restauratori ed esperti di software 3D di Factum Arte, l’organizzazione internazionale fondata da Adam Lowe a Madrid che, oltre a collaborare con alcuni tra i più famosi artisti contemporanei nella realizzazione delle loro opere, è impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico mondiale.

Claude Monet_ Le Ninfee

IL RITORNO DEI CAPOLAVORI PERDUTI ha aperto le porte venerdì 11 ottobre alla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis. All’inaugurazione di giovedì 10 ottobre erano  presenti il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il direttore di Sky Arte Roberto Pisoni,  Jorgi Garcia Pons di Factum Arte, il direttore dell’Abatellis, Evelina De Castro e di Bernando Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei Siciliani. 

“Un modo per restituire capolavori che le sono stati rubati – ha detto il presidente Musumeci – un’operazione straordinaria che ci permette anche di portare avanti al nostra idea di musei aperti alla comunità, spazi da vivere nella loro interezza”. Sky Arte ha collaborato al progetto. 

Franz Marc La Torre dei Cavalli Azzurri_Low Res

La mostra, a cura degli Amici dei Musei Siciliani in collaborazione con SkyArte e Factum Arte, è promossa dall’Assessorato regionale Beni Culturali e Identità Siciliana e dalla Galleria Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis. Fa parte del festival Le Vie dei Tesori, e durerà fino all’8 dicembre, con accesso dalla nuova entrata di Palazzo Abatellis, che verrà inaugurata in questa occasione. Questo permetterà le visite anche al di là dei normali orari di apertura del Museo. Orari: tutti i giorni 9 -19. Ticket: 6 euro, acquistabile anche on line su www.leviedeitesori.it

Vermeer_Concerto a tre_Low Res

La “ri-materializzazione” di Factum Arte ha già restituito virtualmente la tela alla città di Palermo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; le altre sette “ri-produzioni” vengono invece mostrate per la prima volta. Su queste opere è stata costruita la serie “Il mistero dei capolavori perduti”, prodotta da Sky Arts Production Hub, centro d’eccellenza europeo creato per la realizzazione di programmi sull’arte che vengono distribuiti a livello internazionale in tutti i Paesi in cui opera SkyDiretta da Giovanni Troilo e co-prodotta da Ballandi Arts, la serie è andata in onda su Sky Arte (canali 120 e 400) ed è ora disponibile on demand. Ciascun episodio ha raccontato la storia di ogni singolo capolavoro, quella dell’artista che lo ha realizzato, la sua sparizione o distruzione e l’emozionante processo attraverso il quale è stato riportato alla luce da Factum Arte grazie alle più recenti tecnologie.

“Medicina” (1900-1907) di Gustav Klimt, “Ninfee” (1914-1926) di Claude Monet, “Vaso con cinque girasoli” (1888) di Vincent Van Gogh, “Concerto a Tre” (1663-1666) di Jan Vermeer, “Ritratto di Winston Churchill” (1954) di Graham Sutherland, “Myrto” (1929) di Tamara de Lempicka e“La torre deicavalli azzurri” (1913) di Franz Marc.

Gustave Klimt_Medicina_Low res

I documentari di Sky Arte riescono a narrare non soltanto la storia dei dipinti, ma si allargano alla loro genesi, in rapporto con la vicenda dell’artista, calati nel periodo attraversato. Tre delle tele sono – in maniera diversa – legate alla censura nazista: si va da una delle opere più controverse di Klimt, “Medicina” realizzata ad inizio ‘900, bruciata dalle SS al castello austriaco di Immendorf nel ’45; a “La Torre dei cavalli azzurri” di Marc, sequestrato da Hermann Goering e scomparso dalla fine degli anni ‘40; fino a “Myrto” di Tamara de Lempicka, rubato da un generale nazista a Parigi nel 1943 e mai più ritrovato.Quindi, il seicentesco “Concerto a Tre” di Vermeer rubato alla collezione Stewart-Gardner di Boston nel 1990 e mai recuperato. 

4.1 Sutherland_Ritratto Sir Winston Churchill_Low Res

Il “Ritratto di Winston Churchill” di Sutherland scatenò le ire del “soggetto” e la moglie lo bruciò in giardino nel 1954; fiamme anche per le “Ninfee” di Monet bruciate in un incendio al MoMa, provocato da un operaio disattento nel 1958. Fino al “Vaso con cinque girasoli” di Van Gogh acquistato da un mecenate giapponese e distrutto sotto le bombe che colpirono Osaka durante la Seconda Guerra Mondiale.

A questi capolavori si aggiunge la “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” del Caravaggio, rubata in una notte di ottobre del 1969, dall’oratorio serpottiano di San Lorenzo e mai più ritrovata: la storia del Caravaggio è forse la più misteriosa (e terribile), visto che si muove tra rivelazioni di pentiti, boss mafiosi, diatribe di storici, traffici internazionali.

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