Lady Corleone nuova fiction Mediaset. Politica siciliana unita: “Danno d’immagine”

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Bloccare la messa in onda della fiction Mediaset “Lady Corleone”: è l’impegno chiesto al presidente della Regione siciliana con un ordine del giorno proposto da Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata di Attiva Sicilia, e firmato da tutti i gruppi politici dell’Assemblea. Il caso è stato sollevato da Attiva Sicilia e dall’Unione dei siciliani

Rosa Diletta Rossi protagonista della nuova fiction Mediaset “Lady Corleone”

“Lady Corleone” è il titolo dell’annunciata fiction Mediaset che vedrà protagonista la carismatica attrice Rosa Diletta Rossi. Un produzione Taodue che “prende il posto” di Rosy Abate, un capitolo oramai chiuso sia per il produttore Pietro Valsecchi che per la protagonista Giulia Michelini. “Rosy Abate è un capitolo chiuso. Due anni fa mi sono inventato Lady Corleone,” ha spiegato Valsecchi sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, “che realizzeremo in collaborazione con la Clemart. Posso anticipare, che la protagonista sarà Rosa Diletta Rossi: ha un carisma forte e una personalità che mi ricorda quella di Giulia Michelini”. Dalle poche indiscrezioni trapelate sappiamo che la storia si articolerà in 4 puntate per un totale di 8 episodi. La protagonista è una ragazza appassionata di moda ma cresciuta in una famiglia mafiosa. Nata al Sud ma trapiantata a Milano, la donna si dividerà tra sfilate di moda e sparatorie. Insomma, diventerà in breve tempo Lady Corleone, uno dei più noti capi mafiosi che strizzerà l’occhio alla moda e al fashion. Questo non le impedirà di scalare il vertice della Cupola mafiosa, distruggendo chiunque si metta sulla sua strada.

LE POLEMICHE. Le anticipazioni sulla fiction hanno sollevato un caso che ha visto in prima linea il gruppo politico all’Assemblea Regionale Siciliana “Attiva Sicilia” e l’Unione dei siciliani. Bloccare la messa in onda della fiction Mediaset “Lady Corleone”: è l’impegno chiesto al presidente della Regione siciliana con un ordine del giorno proposto da Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata di Attiva Sicilia, e firmato da tutti i gruppi politici dell’Assemblea. “L’Isola – si legge nell’ordine del giorno – che ha purtroppo visto nella sua storia una rilevante presenza mafiosa, ha anche conosciuto una straordinaria presenza anti-mafiosa con decine e decine di martiri ed eroi civili caduti combattendo contro la mafia. La Sicilia di Falcone e Borsellino, di Padre Puglisi e di tanti altri siciliani di valore”. Nella fiction “eppure si ripeterà il cliché stereotipato che accosta implicitamente la parola ‘Corleone’, cittadina siciliana, alla mafia. Un accostamento che rappresenta l’ennesimo danno d’immagine per la Sicilia, nonché una mortificazione per l’intera comunità corleonese, fatta anche di donne e uomini onesti che faticano a scrollarsi di dosso pagine pesanti che vogliono lasciarsi alle spalle. Il governo regionale faccia pressioni per far cambiare almeno il titolo della fiction”, chiede Foti.

La diffida a TaoDue da parte del Sindaco di Corleone

IL SINDACO DI CORLEONE. Nei giorni scorsi, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi insieme all’assessore alla Cultura e alla legalità Giusy Dragna, ha inviato formale diffida a Mediaset e alla società TAODUE sull’utilizzo del nome Corleone a fini commerciali e per “difendere la sua comunità – si legge in un comunicato stampa- da immagini poco rappresentative della realtà odierna, ma che evocano un tempo ormai remoto”. “Non c’è dubbio che questo dato esiste, Corleone – spiega Nicolosi ai microfoni di ilsicilia.it – in tutto il mondo viene accoppiato al binomio mafia. Corleone mafia è un binomio esistente, lo comprendiamo e stiamo combattendo con le giovani generazioni per cambiare questo destino che, purtroppo, appartiene anche ai corleonesi di oggi. Essere identificati come soggetti in qualche modo assimilabili alla mafia, anche se c’è tantissima gente per bene”. “La consapevolezza che ci sono patrimoni e intelligenze, tra questi anche tanti che hanno combattuto e sono caduti combattendo la mafia da Bernardino Verro a Placido Rizzotto, e che testimoniano che una reazione della società civile c’è stata e si accentua sempre di più. Non vogliamo che i riflettori su Corleone si spengano, ma vogliamo che restino accesi per far vedere la nuova Corleone, quella si sta affermando e sarà la Corleone dei prossimi anni” conclude Nicolosi.

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