Con la visione della rappresentazione di una commedia si è chiuso l’anno accademico 2025/2026 della Libera Università della Terza Età di Villafranca Tirrena. Una annata contrassegnata dalla scomparsa del Presidente e Fondatore Pippo Papalia, avvenuta lo scorso gennaio all’età di 79 anni. In memoria proprio di Pippo è stata dedicata la commedia “A Taddarita Russa”, che si richiama all’opera brillante in due atti “Il farfallino rosso” di Domenico Platania, con adattamento e sceneggiatura curati da Carmelo Formica.
Registrata e proiettata all’interno dell’Auditorium della parrocchia “Nostra Signora di Lourdes”, la rappresentazione ha visto protagonisti i partecipanti al Laboratorio Teatrale della LUTE di Villafranca Tirrena.

In particolare, il signor Benito Di Blasi ha vestito i panni del Presidente; Stella Mancuso ha impersonato “Tudda”, la moglie del Presidente; Giovanna Merlino, la figlia “Betta”; Tiziana Virgona la cameriera “Crastenzia”; Carmelo Formica il “Barone Pistaeammutta”; Maria Grazia Crisafulli la “Baronessa”, sorella del Barone; Giuseppe Camarda “Neli”, il principino di Ficuzza; Citto Macrì “Delfo”, il servitore di “Neli”; Rosario Segreto il “Soprintendente”; Rosanna Gentiluomo la “Baronessa Basilisco”; Lina Cirasa la “Contessa Scialacori”; Piera Lopresti la “Marchesa Contini Balini”; Mariano Basile il “Dottore Pennacchio”; Geosina Polimeni la “Maestra”; Sarita Longo, Giuseppina Muscolino e Lilly Scuderi le “allieve”; Nino Cappuccio “l’Assente Giustificato”.

La storia è ambientata nel ventennio fascista, allorquando in un paesino della Sicilia giunge voce dell’arrivo di un ispettore (il “soprintendente”) che dovrebbe effettuare una verifica su un istituto che ospita bambini ed anziani dal nome abbastanza singolare: “La vita ci sorride – Oh come sono contento!”. La commedia si gioca tutta su quest’equivoco il quale dà adito ad una serie di calunnie e maldicenze che i personaggi si scambiano a vicenda in merito alla gestione allegra dell’Istituto da parte del Collegio dei Comandatori, sempre riuniti intorno ad un tavolo.
L’ispettore si dice abbia un farfallino rosso (in siciliano ‘a taddarita russa, da qui il titolo della commedia) e viene individuato una volta in Delfo, il servitore di Neli, un’altra nel principino di Ficuzza Neli.

Nel frattempo si sviluppano due rapporti d’amore: tra Delfo e la cameriera Crastenzia; e tra il principino di Ficuzza, Neli, e Betta, la figlia del Presidente.

Solo nel finale si scopre che l’ispettore non ha il farfallino rosso, bensì giallo, e che non è in corso alcuna verifica; pertanto, i protagonisti si sono scambiati accuse e maldicenze senza alcun senso.
Le riprese sono state effettuate da diverse angolazioni e non frontalmente, come avviene solitamente per le commedie.
Alla manifestazione, che è stata presentata dallo stesso regista Carmelo Formica, hanno preso parte il coordinatore provinciale della LUTE e presidente della LUTE di Milazzo, Claudio Graziano; il sindaco di Villafranca Tirrena, Giuseppe Cavallaro, accompagnato dall’Assessore ai Servizi sociali, Matteo De Marco.
Formica, a nome di tutto il coordinamento della LUTE di Villafranca Tirrena, ha evidenziato come il lavoro sia stato frutto di un anno accademico convulso, fatto di diverse problematiche che hanno visto, tra l’altro, la scomparsa del Presidente Pippo Papalia, dopo la quale ci si era persino fermati.

«Ma dopo un’attenta riflessione – ha detto Carmelo Formica -, abbiamo capito che Pippo non avrebbe voluto che ci fermassimo, piuttosto che andassimo avanti».
Da qui la scelta di dedicare l’opera teatrale al compianto Pippo Papalia, di omaggiare a fine serata il figlio Cristiano con una targa e la moglie Lina Scordino con un mazzo di fiori.
Infine, l’annuncio che, alla ripresa delle lezioni dopo la pausa estiva, a settembre la sezione Auser della Lute di Villafranca Tirrena sarà dedicata proprio a colui che l’ha tanto voluta e seguita in tutti questi anni: Pippo Papalia, il quale ha dedicato buona parte della sua vita al sociale, al volontariato, alle lotte per la legalità e la giustizia, e negli ultimi anni proprio a quegli anziani per i quali ha contribuito a fondare l’Università della Terza Età contro ogni forma di abbandono, solitudine e marginalizzazione.





