Antonella Barbera e Fabio Leone: “Quello di Peppino Impastato è un messaggio universale” [INTERVISTA]

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In occasione della prima edizione della Rassegna di Cortometraggi “Corteggiando i Corti“, organizzata dal Cinit e dal C.S.C. – Centro Studi Cinematografici, (in collaborazione con la “Rassegna itinerante del cinema d’autore”, il festival “Corto di sera”e il festival internazionale di corti d’animazione “Zabut”) tenutasi lo scorso 28 dicembre presso il Cinema Vittoria di Alì Terme (Messina), è stato assegnato il premio del pubblico al cortometraggio “Che altri occhi ti guardino”, dedicato alla vita e l’impegno politico di Peppino Impastato.

Siamo riusciti a contattare i due registi del cortometraggio, Antonella Barbera e Fabio Leone, e abbiamo scambiato due chiacchiere con loro su questo film e sulla loro attività cinematografica.

A distanza di anni, il vostro corto continua a ricevere apprezzamenti in molti festival. Come è nata l’idea di realizzare un cortometraggio dedicato a Peppino Impastato?

Peppino è un eroe della nostra adolescenza, non è stato difficile immaginare di dedicare un cortometraggio alla sua memoria.

Durante la lavorazione del film, sentivate il peso della responsabilità civile per il tipo di argomento che stavate trattando?

Assolutamente sì, non è la prima volta che trattiamo l’argomento della legalità e della lotta alla mafia. Ogni volta lo facciamo con coscienza e rispetto della verità. Non si parlerà mai a sufficienza di contrasto alla mafia.

Come mai secondo voi la figura di Peppino Impastato continua ad essere ancora oggi un modello da seguire per le nuove generazioni?

Noi abbiamo ereditato la storia delle sue battaglie dalla generazione precedente e abbiamo deciso di tramandarlo a nostra volta poiché è una storia che nella sua sostanza si può tradurre così: un ragazzo nato in una famiglia mafiosa, mette da parte gli affetti per fare quel che va fatto. E’ un messaggio universale di coscienza che si pone sopra le convenienze, con difficoltà, fino all’estremo sacrificio.

Gli studenti dell’ I.I.S. “Abramo Lincoln” di Enna  che hanno preso parte al progetto, conoscevano già la storia di Peppino?

Circa il 10% degli studenti conosceva la storia di Peppino Impastato. Quel 10% conosceva la storia in maniera frammentaria e banalizzante.

C’è stata l’opportunità di proiettare il corto a Cinisi? Come è andata?

Nel dicembre del 2017 il corto “Che altri occhi ti guardino” è stato proiettato a Cinisi al concorso di cortometraggi “Corto Corto Mon Amour” ricevendo una menzione speciale dal magistrato Annamaria Picozzi.

Il film è stato visto dai familiari di Peppino? Se sì, cosa vi hanno detto?

Amici e familiari di Peppino hanno visto il film nell’occasione appena citata e hanno espresso un grandissimo apprezzamento. Alcuni di essi hanno addirittura detto (esagerando secondo noi) che il nostro corto è tra i lavori più interessanti dedicati a Impastato insieme al film “I cento Passi” di Marco Tullio Giordana.

E ora qualche domanda generica sulla vostra attività.
Lavorate insieme da molti anni, come è nata la vostra collaborazione?

Abbiamo cominciato con un cortometraggio intitolato “Le Lune”, un po’ per gioco, riscuotendo davvero tanto gradimento, una decina di premi. Da allora ci abbiamo provato sempre più spesso e siamo ancora qua.

Riuscite a vivere di questo lavoro o vi occupate anche di altro nella vita?

Ci occupiamo di regia e di progetti relativi all’immagine, spesso educativi e socialmente impegnati. Parte del nostro lavoro è rivolto alle scuole, alla promozione di modelli di vita sostenibili, alla promozione di artisti locali e soprattutto della proposizione di lavori autoriali autoprodotti.

Molti giovani siciliani che lavorano nel settore cinematografico sono emigrati, spesso a Roma. Voi come vedete il vostro futuro da registi?

La vera sfida è rimanere. E’ sicuramente più dura lavorare in un ambiente sempre più desertificato ma è una logica controtendenza che, speriamo, un giorno dia frutti più gratificanti.

Pensate di continuare a lavorare in Sicilia o proverete anche voi a spostarvi in altre città?

La Sicilia è il nostro “quartier generale”; abbiamo spesso lavorato fuori senza per questo dover abbandonare la nostra terra. Finché funzionerà continueremo.

E infine, possiamo chiedervi se state lavorando a qualche nuovo lavoro? Vi va di parlarcene?

Abbiamo da poco girato un cortometraggio a Parigi. Stiamo lavorando per farlo girare in Francia ma per ora non vogliamo anticipare granché. Abbiamo diversi progetti in cantiere alcuni dei quali “musicali”. Alcuni usciranno a breve, altri sono in fase di progettazione. Chi vivrà vedrà.

Il cortometraggio “Che altri occhi ti guardino” ha visto il coinvolgimento del prof. Paolo Patrinicola, insegnante di sostegno dell’I.I.S. “Abramo Lincoln” di Enna (preside il prof. Angelo Di Dio).  A interpretare il corto gli studenti dello stesso istituto: Lorenzo Prestipino (nel ruolo di Peppino Impastato), Giovanni Amaradio, Nicholas Alongi, Giuseppe Azzolina, Alessia Cacciato, Giampiero D’Alcamo, Agnese Di Dio, Matteo Giadone, Giuseppe Greco, Giuseppe Grippaldi, Hasna Hattay, Filippo La Paglia, Carlotta Liberti, Marco Lo Passero, Manuel Pastorelli, Rino Polino, Dalila Puglisi, Marta Ricca, Alessia Scaminaci Russo e Marco Santamaria.

La “Natività” di Caravaggio restituita da Lupin III

Lorenzo Prestipino, lo studente che nel corto “Che altri occhi ti guardino” interpreta Peppino Impastato, ha preso parte recentemente anche ad un altro progetto del duo Leone-Barbera. Si tratta del videoclip “Girotondo” del cantautore siciliano Davide Campisi contenuto nell’album “Democratica”, prodotto dalla casa discografica CNI Compagnia Nuove Indye. Nel videoclip, la “Natività” di Caravaggio (trafugata nel 1969) viene simbolicamente restituita alla città di Palermo nel videoclip del brano . Dopo un cinquantennio, tra misteri e indagini sul caso, nel videoclip, con ironia, avviene la restituzione dell’opera alla città di Palermo tramite il ladro gentiluomo per eccellenza: Lupin III, interpretato proprio da Lorenzo Prestipino.

Quando lanciarono il cannolo nello spazio

Fabio Leone e Antonella Barbera attirarono l’attenzione dei media nazionali e internazionali già nel 2014 quando insieme al loro amico informatico con la passione per l’elettrotecnica Paolo Capasso decisero di lanciare un cannolo siciliano nello spazio e riprendere il suo viaggio per realizzarne un video.

Sulla scia del successo della prima missione, hanno deciso di ripetere l’esperimento, spedendo questa volta nello spazio una scatola di mozzarelle con all’interno una minuziosa elettronica collegata all’esterno ad uno schermo LCD che attraverso un temporizzatore, ad una quota di 35.000 metri ed a -8° C avvia automaticamente un video che è un omaggio a tutta la Sicilia. Di seguito il video.

Sebiano Chillemi

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