
Alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture della Sicilia Marco Falcone, si è tenuta questa mattina l’inaugurazione dello svincolo Giostra dell’autostrada A20 Messina-Palermo. L’opera, voluta dal Governo Musumeci e realizzata dall’impresa Toto costruzioni per conto del Cas, “era attesa da anni e consentirà al traffico proveniente da Palermo di trovare un facile sbocco verso l’ università, gli ospedali e la zona residenziale di Ganzirri”. Nell’occasione, si è fatto il punto sugli interventi del sistema viario “Ritiro” e sulla messa in sicurezza della rete autostradale Messina-Palermo e Messina-Catania. “Mai più incompiute” ha commentato l’assessore Falcone pubblicando il video dell’inaugurazione su Facebook.

“Credo che oggi sia una giornata storica per Messina, per la Sicilia, per le infrastrutture siciliane: un impegno che il presidente Musumeci aveva assunto con il vostro territorio” ha sottolineato Falcone. “Il completamento dello svincolo e il collegamento con l’ Annunziata – prosegue Falcone – lo faremo appena termineranno i lavori del viadotto Ritiro, abbiamo preso un lavoro che era fermo e l’ abbiamo ‘rianimato’. Devo ringraziare i vertici del Cas per questo risultato che segna la svolta. Continueremo nei prossimi giorni con altre iniziative: il 3 maggio pubblicheremo la gara per rimuovere la frana di Letojanni, quella vergogna che è sull’A18 da anni”.

“Si è arrivati dopo 25 anni alla fine di quest’ opera dopo una serie di peripezie, un periodo troppo lungo rispetto a quello che è stato lo sviluppo urbanistico. Non so se questa soluzione rispecchia le dinamiche che in questi anni si sono sviluppate” ha aggiunto il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “D’altronde – prosegue De Luca – gli assi viari che servono per decongestionare e collegare in modo più funzionale il resto della città, o si realizzano nell’immediato o tutto sembra poco utile e fuori tempo. Venticinque anni fa non c’era questo peso urbanistico, ora ci sono anche altre problematiche di dissesto che vanno monitorate e devono essere risolte. Si doveva fare una valutazione più complessiva inizialmente. Venticinque anni fa c’era una fotografia del territorio, ora un’ altra. Un contesto che si urbanizza con tale velocità può ovviamente determinare una non totale compatibilità con quella che è stata una visione iniziale e la condizioni di oggi”.




