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E’ in corso la Milano Fashion Week, e già dopo i primi due giorni è chiaro che sia un’edizione ricca di novità. Tra le tante una è certamente segnata da Elena Mirò: il brand è diventato popolare per la sua attenzione al mondo curvy ma con la collezione P/E 2020 ha cambiato le regole.

Infatti, accanto alle solite modelle curvy, hanno sfilato in passerella modelle più filiformi e la cosa non è passata inosservata. Come mai questo cambio?

Dal board della società hanno dichiarato che la taglia più richiesta è la 48, quindi taglie vicine come la 44 sono state inserite nella collezione per aprire la propria offerta ad un pubblico più ampio; in futuro, inoltre, il brand manager della società ha dichiarato che potrebbero arrivare a creare capi taglia 40. Un’inclusività al contrario ma è giusto che passi anche da questo.

Ad affascinare il pubblico di addetti ai lavori è stata la collezione, che ha visto la collaborazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, i quali hanno dipinto a mano alcuni capi che evocano le stampe ispirate a foglie di palma e dune, abiti disposti come statue, caftani leggeri e trench smanicati con cinture effetto corda e bottoni a corno, il tutto per raccontare una femminilità fresca, non stucchevole, una femminilità intraprendente. A dar l’idea di questo mondo safari collabora anche la palette di colori, tutta volta a colori chiari e naturali, ma che ben trasmettono un certo senso di avventura.

Presentata a Palazzo Clerici, con la brand ambassador Vanessa Incontrada, la collezione di Elena Mirò è un bel racconto di inclusione, mostrando come lo stile, quello vero, trascenda tutte le taglie.

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