25 aprile, esercizi di memoria: la prima strage nazista su territorio italiano avvenne in Sicilia

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«Il 12 agosto 1943 un reparto tedesco entrava a Castiglione di Sicilia tra le sette e le otto del mattino.[…] di colpo i tedeschi si disposero a ventaglio intorno all’automezzo e cominciarono a sparare. Due, tre minuti di fuoco: e prima che gli abitanti di Castiglione si rendessero conto di quel che stava accadendo, sedici persone erano già morte, altre ferite.»

La targa che ricorda l’eccidio nazista di Castiglione di Sicilia

Era il 1965 quando Leonardo Sciascia con il racconto “I tedeschi in Sicilia” (Il fuoco nel mare, Adelphi) ricostruiva l’eccidio nazista di Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania. Una strage rimasta senza colpevoli e per molto tempo dimenticata. Complice, probabilmente, anche la poca attenzione delle istituzioni governative del tempo: nessuno ha mai chiesto né l’estradizione né la punizione dei responsabili. Solo nel 2002 , l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì alla cittadina siciliana la medaglia al valor civile. Anche per questo caso – per citare ancora Sciascia – è valsa l’inveterata regola che quel che accade in Sicilia è cosa d’altro pianeta. Quella di Castiglione di Sicilia fu la prima strage nazista in territorio italiano e mentre i tedeschi erano ancora alleati.

Una strage che, attraverso testimonianze, viene oggi rievocata anche dal docufilm «Moral Bombing. L’arma del dolore» del regista e storico siciliano Ezio Costanzo. Il film, che prende il titolo dalla strategia di “bombardamento morale” utilizzato durante la Seconda guerra mondiale e col quale si indicava il bombardamento totale indirizzato sulle popolazioni civili, analizza anche il tema delle conseguenze della guerra e i dei segni che le bombe hanno lasciato nel corpo e nella mente di tanti piccoli innocenti.  Ed è proprio sul dramma vissuto da un bambino , al quale la guerra porta via il fratellino, che viene incentrata la struttura narrativa del film. «A distanza di anni – racconta il protagonista – io ho dimenticato la guerra, i bombardamenti, la morte, le macerie. Ciò che non posso dimenticare è il male che le scelte scellerate degli adulti hanno fatto a noi bambini. No, questo non potrò mai dimenticarlo» .


“Non potrà mai dimenticarlo”, dice il protagonista. Eppure, a leggere certe dichiarazioni di alcuni esponenti politici contemporanei, sembra che qualcuno quelle scelte scellerate le abbia dimenticate e non voglia nemmeno sforzarsi di ricordarle.

Sebiano Chillemi

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