La storia del capodoglio impigliato nella rete al largo delle Eolie che ci ricorda Siso [FOTO & VIDEO]

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Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo, ha raccontato attraverso i social la vicenda di un Capodoglio completamente impigliato in una rete illegale per il quale si è attivato un grande lavoro di squadra. Una vicenda che riporta alla mente la storia di Siso e il progetto che oggi ha fatto conoscere ovunque il Museo del Mare di Milazzo

Foto di Carmelo Isgrò, biologo, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo

La vicenda risale a sabato 18 luglio, quando alla Capitaneria di Porto di Lipari è arrivata la segnalazione di un Capodoglio, a largo delle Isole Eolie, completamente impigliato in una rete illegale (chiamata “spadara”) che lo avvolgeva dalla testa alla coda.

Prontamente – si legge in un comunicato – è stata tolta molta rete che lo imprigionava ma ancora molta ne resta impigliata nella coda poiché l’animale è molto nervoso non si lascia aiutare. Ieri sera il Capodoglio ha cominciato a fare delle immersioni sempre più lunghe (oltre mezz’ora per singola immersione). Poiché spesso riemergeva distante dal punto di immersione non era facile individuarlo al suo ritorno in superficie e al calar della sera è stato perso di vista. Stamattina il team resta attivo alla sua ricerca e si spera che oggi possa essere avvistato e che sia magari un po’ più stanco di ieri in modo da lasciarsi aiutare“.

Va sottolineato che il tentativo di ieri di liberarlo dalla rete è stato un grande lavoro di squadra che ha visto in prima linea gli uomini della Guardia costiera, sia di Lipari che poi della “Diciotti” e ancora dopo del nucleo sommozzatori della Capitaneria di Porto di Napoli. Sul luogo – conclude il documento – a supportare la Guardia Costiera il biologo Carmelo Isgrò, direttore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo (autore delle foto e video), Sea Shepherd Italia e Filicudi Wildlife conservation“.

Ecco un filmato che mostra come la rete avvolga ancora in parte il capodoglio:

Questa vicenda ha risvegliato in molti il ricordo delle origini del Museo del Mare di Milazzo, nato da un’idea che affonda la sua storia nel 2017 quando – come ha raccontato qualche tempo fa Carmelo Isgrò ai microfoni de LaTuaNotizia – dalla necroscopia dell’ormai famigerato capodoglio Siso, emerse la presenza di tanta plastica nella sua pancia. “Per non dimenticare questa morte si è pensato di musealizzare questo capodoglio, con la collaborazione di diversi enti, tra cui l’Università di Messina. Il capodoglio, attualmente visitabile al Castello di Milazzo, al MuMa, Museo del Mare, è visto, in questa prospettiva, come l’esempio da evitare per il futuro e serve a sensibilizzare, in particolar modo i bambini su un rischio serio”. Il Museo del Mare di Milazzo accoglie centinaia di visite guidate ogni mese, anche da fuori la Sicilia, turisti da tutto il mondo: Nuova Zelanda, Australia, Alaska, Brasile, Stati Uniti.

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