Bambini migranti morti, Bonino: “Basta lacrime di coccodrillo, cambiate la Bossi-Fini”

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«Le lacrime, che poi alla fine neppure troppe. Le foto insopportabili dei bambini sulla spiaggia e il corrucciato dibattito sull’opportunità o meno di pubblicarle, laddove a conti fatti l’autocensura sarebbe anche peggio. L’Europa distante e niente affatto solidale che ancora una volta affiora dalla riunione del Consiglio europeo. Per ventiquattr’ore non si parla d’altro e poi vince la rassegnazione alla malasorte. Finisce sempre così.»

Con queste parole la senatrice Emma Bonino su La Stampa di oggi commenta l’ennesima strage di bambini migranti morti. Lunedì Oscar Camps (fondatore di Open Arms) aveva postato la foto del corpo di un bambino sulla spiaggia libica di Zuwara, vittima probabilmente di un naufragio nel Mediterraneo. Un intervento che indica anche alcune soluzioni che, secondo la Bonino, la politica può attuare.

«La “colpa”, al solito, ricade sulle norme complesse e sulle lungaggini burocratiche, il dito dietro cui nascondersi sperando di non essere visti. La soluzione però c’è, superare la legge Bossi-Fini e creare nuovi canali di ingressi regolari per migranti lavoratori di cui, peraltro, c’è molto bisogno. Qualcosa insomma si può fare, tanto che i decreti ci sono e l’attuazione no. Poi per carità, continuiamo a insistere con gli altri stati europei e insistiamo per essere ascoltati. Ma è chiaro che, consigli o tavole rotonde, se non si supera il voto all’unanimità tutta una serie di politiche resteranno al palo, a partire dall’immigrazione per arrivare alla sanità, alla politica estera, alla difesa.»

LE LACRIME SERVONO A NIENTE

Le lacrime servono a niente, conclude la storica senatrice radicale. Occorre agire per impedire che la strage continui. Esorcizzare il dolore, è solo un alibi per rimanere come stiamo.

[…]«Le argomentazioni di chi punta l’indice contro le ong del mare sono regolarmente smontate dai fatti, dopo tanti anni di polemiche e processi nessuna condanna: non ci sono navi pronte a salvare i migranti in questo periodo, perché la maggior parte sono ancora sotto sequestro, eppure i migranti partono e arrivano lo stesso, in Sicilia, a Malta, a Ceuta. Se continuiamo a illuderci che per evitare qualcosa basti per un verso esorcizzarla e per il verso opposto piangere denunciando la nostra impotenza, abbiamo l’alibi perfetto per stare come stiamo. Sulle lacrime di coccodrillo non si costruisce niente.»

S.C.

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