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L’ 1 ottobre 2009 e quel “Caldo grigio caldo nero” che Messina non dimentica

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Era una giornata calda, quella del 1 ottobre 2009. Il cielo sopra Messina era nero, ma faceva tanto caldo. Proprio come oggi, 1 ottobre 2019. A dieci anni da quella terribile notte, rimane ancora vivo il ricordo di chi in quelle ore ha vissuto sulla propria pelle quella che il giorno dopo nei giornali veniva descritta come “tragedia annunciata ed evitabile”.

Tra le numerose testimonianze artistiche che hanno narrato quei giorni, vi è anche il film di Marco Dentici “Caldo grigio caldo nero”. Uscito nel 2011 e presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il film documentario, oltre a ad essere un sincero atto d’amore verso la propria terra da parte di uno dei più apprezzati scenografi italiani, rappresentò anche un severo atto di accusa contro le istituzioni ed i mezzi di comunicazione che, dinanzi ad una simile tragedia, a poche ore dagli avvenimenti, con la gente ancora dispersa sotto il fango, riuscirono solo a parlare di abusivismo. Quasi a voler dire: siete morti? Peggio per voi, ve la siete cercata.

Caldo grigio, caldo nero – si legge nelle note di regia – è un tentativo di ridare dignità alle comunità ferite, alle persone balzate con la loro morte all’effimera notorietà, così come i loro semisconosciuti paesi. Per il diritto delle nuove generazioni ad avere un futuro normale. Girato nell’arco di un anno e mezzo, il film si avvale di riprese effettuate con telecamere professionali, con telefoni cellulari e videocamere amatoriali. Uno stile asciutto per una vicenda che va ben oltre la cronaca, fatta di segmenti di storie tracciati dagli occhi di un disperso senza nome. O dagli occhi di chi riavvolge il nastro della propria esistenza. E parlarne con la voce dei ricordi per non dimenticare.”

Al film di Marco Dentici presero parte Nino Frassica, Mariagrazia Cucinotta e Ninni Bruschetta.

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