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Ha 22 anni e faceva lo chef. E’ malato di SLA e la sua canzone è stata un manifesto, un invito a non arrendersi, nemmeno di fronte alla malattia più crudele

Nato in Sardegna, da 4 anni combatte contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Ha spiegato l’impossibilità di compiere anche i gesti più semplici, quotidiani, conseguenze della sua terribile malattia.

Ecco il video della canzone: https://www.facebook.com/festivaldisanremo/videos/2948201078578153/

Eppure Paolo mostra una forza incredibile: “La mia non è una storia di un ragazzo sfortunato, ma di qualcuno che non si è arreso“. E ci rivolge una domanda che ci spiazza, che di colpo ci scuote e ci fa sentire colpevoli per ogni minuto perso dietro le sciocchezze, dietro le polemiche inutili, dietro progetti che non ci soddisfano.

Avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi? Avete detto a qualcuno che gli volevate bene? Avete cercato di fare il lavoro che vi fa svegliare con il sorriso?“. Il discorso di Paolo Palumbo tocca tutti i cuori, nessuno escluso.

Un invito a riconoscere quanto siamo fortunati a svegliarci e poter fare le cose di ogni giorno e ad avere accanto persone che ci vogliono bene, una famiglia e degli amici che si prendono cura di noi, senza chiederci nulla in cambio. Se solo lo ricordassimo ogni giorno, la nostra vita sarebbe molto molto più bella e potremmo dire di stare vivendo pienamente il nostro tempo, non come qualcosa di dovuto, ma come un REGALO.

Grazie, Paolo.

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