Cervinia: la mostra itinerante su Pasolini apre senza vernissage, slitta con l’ultimo decreto sul Covid-19

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Vernissage posticipato a data da definirsi. La mostra antologica su Pier Paolo Pasolini a cura di Vittorio Sgarbi doveva essere inaugurata ieri, 5 marzo, al Grivola Art Hotel in Cervinia. Niente inaugurazione per la mostra, dunque, che resterà comunque accessibile ai visitatori fino al 5 aprile

Sarebbe stata presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e da Roberto Villa, il fotografo di fama internazionale che ha seguito Pasolini durante le riprese nello Yemen e in Iran per il film Il fiore delle mille e una notte (1974). Proprio una quarantina di questi scatti, quelli realizzati nello Yemen, costituisce l’attrazione di questa rassegna itinerante.

L’ultimo decreto del Governo, reso pubblico ieri sera e valido fino al 3 aprile, prevede la “sospensione di tutte le manifestazioni e degli eventi che comportano un assembramento di persone tale da non rispettare la distanza di sicurezza tra le persone di un metro”. Niente inaugurazione per la mostra, dunque, che resterà comunque accessibile ai visitatori fino al 5 aprile. Il vernissage sarebbe avvenuto in concomitanza della nascita di Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922). Una data simbolica che aggiunge un ulteriore valore commemorativo all’evento. A tal proposito verranno comunque effettuate delle riprese televisive.

E documentaria è anche la natura della mostra stessa, che rivisita luoghi e protagonisti di un Oriente di circa cinquant’anni fa. Un Oriente da mille e una notte, che ospita un set di uomini assieme a un regista di vita. Dalle fotografie di Roberto Villa emergono infatti i retroscena, gli attimi di pausa tra una ripresa e l’altra, le lezioni impartite alla troupe, il mondo cinematografico. Si respirano le tensioni e le distensioni nel lavoro, si ammirano le scenografie da fiaba. “Lo Yemen ‒ affermava Pasolini ‒ architettonicamente, è il paese più bello del mondo. Sana’a, la capitale, una Venezia selvaggia sulla polvere senza San Marco e senza la Giudecca, una città-forma, la cui bellezza non risiede nei deperibili monumenti, ma nell’incompatibile disegno… è uno dei miei sogni”. Impossibile non credergli osservando questi scatti.

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